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C’è delusione e amarezza tra le forze dell’ordine dopo i fatti di sabato 15 ottobre a Roma. Sui forum online e sui siti di riferimento, infatti, i poliziotti accusano la politica dei tagli che colpiscono gravemente la gestione dell’ordine pubblico, spiegano dopo Genova di non voler più passare per “sbirri cattivi” e lamentano di non essere abbastanza tutelati in caso di scontro.

Su Poliziotti.it Paolo G – poliziotto, apre la discussione con un post a cui seguono centinaia di commenti. Sopra le sue parole, l’immagine di un black bloc che lancia un estintore e le fiamme che divampano sullo sfondo. “Dopo il G8 – scrive – siamo stati per molti anni in questo forum a prenderci insulti e giuste critiche per l’operato dei colleghi a Genova, abbiamo incassato perché era inutile nascondersi”. Sottolinea che “i tagli dei vari Governi che si sono succeduti in questi anni ci hanno piegato quasi fino a spezzarci, una classe politica immorale e festaiola ci ha snobbato e deriso” ma ricorda che “la Polizia di Stato non risolve le problematiche sociali, non colma i vuoti della politica, non protegge chi non rispetta lo Stato e le sue Istituzioni”. Infine osserva che gli appelli di solidarietà delle istituzioni “che frettolosamente giungono all’indomani degli scontri […] non ci interessano, tanto più se seguono tagli ancora più drastici alle risorse. Non esiste uno Stato democratico senza una Forza di Polizia capace di far rispettare le Leggi, e in Italia siamo oramai in vista del capolinea”. Stessa opinione che Webcop esprime poco dopo tra i commenti: “Ringrazio molto i signori della politica per la solidarietà che però respingo al mittente, visto che sono i primi responsabili di questo stato di cose e che anche nelle nostre tasche hanno messo le mani. E quando dico ‘nostre’ intendo anche i tagli che di Governo in Governo hanno quasi messo in ginocchio la Polizia”.

Nelle numerose pagine fitte di critiche e osservazioni, alcuni poliziotti spiegano di avere avuto paura durante gli scontri: “Quando ho visto i nostri idranti all’azione ho pensato al peggio”, osserva 016 mentre Hutchinson si unisce al coro contro i politici. Che, se proseguono su questa linea, dovranno difendersi anche dai cittadini comuni: “I fatti dicono che questo governicchio taglia altri 80 milioni dalle tasche di poliziotti e carabinieri – osserva – Credo che sia giunto il momento che queste facce di bronzo (l’eufemismo è palese), si difendano da soli dai black bloc oggi e dai comuni cittadini un domani”. C’è però la consapevolezza, come nota skymap che la situazione sia degenerata per colpa di “quattro imbecilli che tengono in scacco una capitale” e kronos si complimenta coi colleghi, tutti “consapevoli di essere abbandonati senza risorse”. Moloc preferisce invece sottolineare le differenze col G8 di Genova: “Questa volta non si sono visti pestaggi, quindi un plauso alla Polizia. Fotografando il mondo di sabato appare chiara una cosa, l’Italia è più simile ai paesi del sud del mondo”. E a fronte dell’abbandono da parte della politica mettono contestano il loro dovere di rimanere in prima linea: “Siamo stufi di fare da capro espiatorio per una politica vigliacca – dice harryb – basta rischiare in prima persona quando quel che sta alle spalle, il sistema giustizia, fa acqua da tutte le parti, quando il paese vuole questo.

Con la solidarietà (falsa come una banconota da tremila lire) dei politici non si paga l’avvocato. L’Italia di oggi non merita il nostro impegno, il nostro sacrificio”.

Anche su Militari.info è stato dedicato un thread ad hoc alla manifestazione: “15 ottobre 2011”. Albatros1 invita i colleghi a contribuire sul forum per capire chi fossero davvero quei “400 black bloc”, visto che “alcuni sospettano che i 400 ‘caschi neri’ siano una struttura di cossighiana memoria […] altri invece dicono che siano dei Centri Sociali”. Concordano che si tratti di violenti e teppisti che violano anche i diritti del corteo pacifico e Satrivai aggiunge “A Roma è successo quello che non è successo in altre parti del mondo semplicemente”. Perché? “Perché solo in Italia succede che dopo certi disordini si scarcerano in meno di 24 ore gli arrestati e si imbastiscono lunghi processi alle forze dell’ordine”.

Intanto anche i poliziotti del Sindacato indipendente Coisp si organizzano per un sit-in di protesta davanti a Palazzo Madama, dove alle 16,30 è atteso il ministro dell’Interno Roberto Maroni per riferire sui fatti di Roma. “Siamo stanchi di assistere alle passerelle e ai bavosi attestati di solidarietà da parte dei politici. Siamo stufi di ascoltare parole, parole e ancora parole. Non sono le parole a proteggerci dalle violenze dei teppisti, non portiamo con le parole il pane a casa, non sono le parole ad assicurare un futuro ai nostri figli”, afferma Franco Maccari, segretario generale del Coisp, che prosegue: “Cosa può dire Maroni al Senato, se non che i poliziotti sono stati bravi, che hanno dimostrato la solita grande professionalità, che hanno evitato che le violenze sfociassero in episodi ancora più drammatici? Lo sappiamo già, lo sanno tutti i cittadini italiani. Gli unici a ricordarlo soltanto all’indomani delle violenze di piazza sembrano essere i rappresentanti del governo, buoni a incassare meriti che non sono loro. Se l’ordine pubblico viene mantenuto nelle piazze, se vengono inferti colpi alla criminalità, lo si deve soltanto agli uomini ed alle donne delle forze dell’ordine, al loro impegno mai ripagato, alla loro eroica abnegazione, alla loro insostituibile professionalità”.

Durissime le accuse alla classe politica: “Fosse per la politica, il Paese sarebbe già nell’anarchia. La politica, infatti, quando interviene, lo fa solo per ostacolare il lavoro delle Forze dell’Ordine: tagliando le risorse in modo insostenibile, inventando leggi criminogene che vanificano anni di lavoro, adottando qualunque possibile strampalato provvedimento che possa contribuire alla disorganizzazione delle strutture e dell’attività operativa”. Al ministro Maroni il sindacato chiede due cose: le risorse o le dimissioni. Un appello viene rivolto anche ai senatori: “Se vogliono davvero dimostrare la loro solidarietà alle forze dell’ordine, lo facciano in maniera concreta: sfiducino Berlusconi e il suo governo che usa i poliziotti come carne da macello, mandandoli ogni giorno al massacro contro i criminali tradizionali e contro i nuovi delinquenti che la politica stessa contribuisce a creare, lasciando affondare il Paese nella crisi economica e negli scandali”.

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