Giuseppe e Massimiliano d’Aiuto, padre e figlio, vivono e operano a Napoli, sono due eccellenze mediche in fatto di prevenzione. Occorre ascoltarli perché le statistiche non mentono: i tumori al seno sono in aumento.

“Precisamente, del 30% per la fascia d’età che va dai 30 ai 40 anni. Anche dai 20 ai 30 anni sono in leggero aumento. Mi capita sempre più spesso di operare ragazze anche diciottenni”. Il grido d’allarme parte da Massimiliano d’Aiuto, chirurgo oncologo, figlio di Giuseppe, primario del Pascale, Istituto di Tumori di Napoli. Massimiliano, 39 anni, ha operato a Parigi e a Milano nell’equipe medica di Veronesi. Adesso ha creato “UnderForty Women Breast Care”, un’associazione che si occupa delle prevenzione al tumore al di sotto dei 40 anni di età, presentata in anteprima mondiale a Napoli.

‘UnderForty’ nasce sotto l’ala di Alts (Associazione Lotta Tumore al Seno), fortemente voluta da Liliana d’Aiuto, madre di Massimiliano, che l’anno scorso ha perduto la sua battaglia contro il cancro. Dopo la morte della madre l’impegno di Massimiliano per la prevenzione dei tumori è diventato una ragione di vita.

Dottor d’Aiuto, qual è il suo obbiettivo?
“Lo screening in Italia parte dai 50 anni in su. Bisogna “educare” l’opinione pubblica a fare controlli mirati dopo i 30 anni. Su dieci pazienti che opero di tumore al seno, tre hanno tra i 30 e i 40 anni. Lo Stato deve provvedere a questo.  La maggior parte delle mie pazienti al di sotto dei 40 anni arrivano alla diagnosi  per auto-riscontro, cioè scoprono il nodulo al seno da sole, palpandosi.”

È dunque troppo tardi?
“Quando è presente il nodulo, sono “interessati” i linfonodi e il tumore è già allo stadio due. Quando va in metastasi si raggiunge lo stadio quattro.”

Si può fare la mammografia prima dei 40 anni?
“No, perchè il seno è troppo “denso” e risulterebbe solo una massa bianca. Bisognerebbe fare un esame ecografico mammario e visita senologica. Ma in Italia ancora non esiste la specializzazione in senologia.”

Ogni quanto sarebbe necessario un controllo al seno per non correre rischi?
“Non è facile la diagnosi di questi tumori “precoci”, anche perché lo screening territoriale riguarda solo le donne over 50. Spesso, il problema viene allo scoperto casualmente, mentre per la remissione della patologia è necessaria una diagnosi precocissima ed un immediato approccio terapeutico. Basterebbe una visita senologica una volta all’anno. Anche la stimolazione ormonale per avere figli a tutti i costi va tenuta sotto controllo.”

Spesso i micronoduli sono invisibili, impossibili da analizzare.
“Non si opera dove la mammografia non evidenzia calcificazioni, lesioni o noduli. Tantomeno fare la risonanza senza motivo, dove andrebbe ad alterare il quadro creando solo panico alla paziente. Scoprire un micronodulo è assolutamente operatore-dipendente. Prevenzione è scoprire il nodulo quando è piccolissimo, quasi invisibile.”

La sua ha tutta l’aria di essere una battaglia epocale…
“Con mia moglie Ilaria siamo stati già contattati da organizzazioni internazionali come il “Teenage Cancer Trust” di Londra.  Vogliamo creare una task-force europea. L’unione fa la forza. Il mio messaggio non vuole essere catastrofico ma di speranza.”

Ottobre è il mese della prevenzione anticancro.

Queste sono battaglie per la vita e vanno fatte con tutte le forze a disposizione. In ciò la rete mostra le sue enormi potenzialità, a dispetto dei soliti apocalittici, e diventa un prezioso strumento di salvezza e di speranza.

di Januaria Piromallo