Non s’allenta la tensione a Chiomonte (Torino) intorno al cantiere per l’avvio dei lavori per la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Sia durante la scorsa notte, sia per tutta la giornata di oggi si sono susseguite azioni e iniziativa di appartenenti al movimento No Tav che hanno lanciato pietre, bulloni, petardi, bombe carta, palloncini con liquido organico e palline imbrattate contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’area del cantiere. Polizia e Carabinieri hanno risposto con getti di acqua dagli idranti e con il lancio di alcuni lacrimogeni, sia nel corso della notte, sia in mattinata, sia in serata. Proprio in serata, una quarantina di manifestanti hanno bloccato la statale 24 nei pressi di Chiomonte, con gravi disagi per i turisti che stavano scendendo a valle dopo aver trascorso il fine settimana in montagna.

Sempre in serata, alcune centinaia di manifestanti dell’area antagonista, anarchica e dei Centri sociali – secondo quanto riferito dalla Questura di Torino – con caschi e altre protezioni, hanno tentato di abbattere, spingendolo, il cancello di protezione dell’area della centrale elettrica di Chiomonte. Una ventina di loro sono riusciti a scavalcare il primo cancello e sono stati bloccati dalle forze dell’ordine prima del secondo cancello e della recinzione. Contro Polizia e Carabinieri c’è stato un lancio fittissimo di pietre, petardi e bombe carta dal pendio di una collina. Quattro carabinieri del battaglione ‘Toscanà sono stati colpiti da ordigni artigianali e sono rimasti feriti alle braccia e alle gambe.

L’azione è cominciata poco dopo che i moderati del movimento No Tav, che hanno dato vita a una manifestazione assolutamente pacifica con 1500-2000 persone, si erano allontanati dalla zona dove, nel pomeriggio si erano radunati per manifestare la loro opposizione alla linea ferroviaria. Alla manifestazione dei moderati hanno partecipato anche alcune centinaia di ex Alpini che, sempre oggi, hanno dato vita al primo raduno degli Alpini No Tav per protestare contro la Tav ma anche contro la presenza di circa 150 alpini della Taurinense impegnati nella zona di Chiomonte in attività di supporto alle forze dell’ordine.

Sempre nel pomeriggio, nella zona del campeggio No Tav allestito nei pressi dell’area del cantiere, è arrivata Haidi Giuliani, la mamma del giovane Carlo ucciso da un carabiniere durante la manifestazione No global del 2001. “Oggi – ha detto – il G8 di Genova è qui. Carlo – ha aggiunto tra gli applausi della folla che si è riunita per ascoltarla – aveva capito per primo cosa succedeva in Val Susa” e “andò a manifestare a Torino quando furono uccisi Sole e Baleno”, riferendosi a Maria Soledad Rosas ed Edoardo Massari, i due giovani anarchici morti suicidi in carcere nel 1998 dopo essere stati arrestati con l’accusa di essere autori di attentati No Tav. “Qui, oggi – ha concluso – stanno violando tutto. Qui c’è il confine della democrazia”.

I No Tav, infine, su Facebook hanno respinto con sdegno le voci, riprese anche da alcuni siti Internet di news, di un ruolo del movimento nell’incendio alla stazione Tiburtina di Roma. La Polizia, infine, ha continuato l’azione di ‘bonificà dei boschi dai quali spuntano i manifestanti per lanciare pietre e petardi contro le forze dell’ordine. Sono stati trovati un passamontagna, due scudi artigianali da autodifesa, una mazzetta, un falcetto, una tanica con cinque litri di liquido infiammabile, e anche due taniche di liquido maleodorante, tre spranghe di metallo, alcune mazze di legno e numerosi pezzi di ferro divelti dalla recinzione e dal cancello realizzati a protezione dell’area del cantiere.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Tangenti ex area Falck, “A Penati pagavo 20 milioni al mese per le spese locali del partito”

next
Articolo Successivo

Afghanistan, militare italiano ucciso
Coinvolto in sparatoria a ovest del paese

next