Sono sul treno locale che da Torino sale in Val di Susa con il mio amico di tante lotte Francesco e sto andando alla manifestazione No Tav di Chiomonte. Il treno è stracolmo di famiglie, bambini e giovani come non mai. Alle stazioni lungo la valle non si riesce più a salire e molti restano a terra. Non è un movimento sconfitto e minoritario quello che vedo ma una proclamazione di cittadinanza pacifica e non violenta. Appare farsesco di fronte a questa popolazione in movimento il tentativo di ridurre tutto a un problema di ordine pubblico, di minoranze violente. E’ un tentativo destinato a fallire.

Questo movimento che da 20 anni opera ed è cresciuto in Val di Susa e che 10 anni fa era a Genova con il movimento dei movimenti, ha saputo raccordarsi con tanti movimenti locali in Italia e in Europa, non ha mai perso il contatto con le istituzioni locali del territorio val susino, ha costruito un rapporto con i metalmeccanici della Fiom-Cgil che difendono il contratto nazionale nella democrazia guardando ad un modello di sviluppo diverso da quello che ha generato questa crisi. Sempre in autonomia dai partiti che hanno tentano di parteciparlo, o che ogni volta ne decretano la morte che non arriva. Non capiscono questa partecipazione popolare dal basso, sono sempre più attenti agli interessi forti della finanza e dell’economia che sfrutta i finanziamenti pubblici.

Oggi si ripresenta in Italia con questa manifestazione nazionale enorme, organizzata in 4 giorni soprattutto via web, quasi un segno di contatto con le rivolte democratiche dei giovani del Medio Oriente, come uno degli incubatori del popolo dei beni comuni che ha vinto i referendum nonostante tutti. E la politica che vuole l’alternativa dovrebbe nutrirsi di questa partecipazione e di proposte che vadano oltre le “grandi opere” finanziate con soldi pubblici che non abbiamo e non avremo, per merci che non avranno bisogno di velocità ma di innovazione di prodotto che tenga conto della riduzione energetica, dei limiti ambientali del pianeta e di garantire il diritto al lavoro per tutte e tutti nella libertà.

Vedranno tutto ciò? O è un problema di ordine pubblico anche per il centrosinistra?

Fatto for future - Ricevi tutti i giovedì la rubrica di Mercalli e le iniziative più importanti per il futuro del pianeta.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ilva di Taranto, al via la settimana decisiva
su sforamento emissioni e autorizzazioni

next
Articolo Successivo

Tav: il vento che cambia

next