Un imputato di gravi reati può organizzare le sue claque a dieci metri dall’ingresso del Palazzo di Giustizia di Milano per diffamare i suoi giudici e autoassolversi in favore di telecamere amiche, in una strada preventivamente ripulita da ogni possibile dissenso dalla polizia. Tutto questo mentre i cittadini non ancora assuefatti alla pratica barbarica dell’impunità per legge devono farsi scrupolo di esprimere liberamente il proprio sdegno davanti all’ingresso principale di quello stesso Palazzo di Giustizia, per non concedere ulteriori pretesti a strumentali campagne vittimistiche finalizzate allo spostamento dei processi.

Anche questo fa parte del quadro di un paese allo sbando, in cui il torto ha più voce del diritto. E sia: saremo più prudenti della prudenza stessa. La manifestazione di oggi, giovedì 14 aprile, non la faremo davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, come avevamo ipotizzato all’inizio, ma in piazza dei Mercanti, sede storica di tante nostre Agorà, a cento passi dal Duomo.

Mentre il Parlamento è occupato, con tutti i suoi cavalli di Caligola appositamente precettati e doverosamente schierati, nella faticosa approvazione dell’ultimo cavillo su misura chiamato prescrizione breve, difenderemo ancora una volta in piazza le nostre buone ragioni: il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, l’indipendenza della magistratura, la trasparenza della politica. Con esse l’idea base di una democrazia costituzionale, in cui il consenso è delega a governare, non a comandare.

Non ragioni di parte, dunque, ma di interesse generale, contro un governo eversivo. Per questo, come ormai d’abitudine, proponiamo di venire in piazza con due soli simboli: la Costituzione e il Tricolore. L’appuntamento è dalle ore 18 alle ore 21 in piazza dei Mercanti. Promuovono l’iniziativa: Qui Milano Libera, il Popolo Viola Milano, Movimento delle Agende Rosse.

Ps:
C’è poco tempo e i media, perfino quelli che condividono le nostre ragioni, non ci aiutano molto a diffondere la notizia di questa iniziativa. Non ci resta che usare la rete: ditelo ai vostri amici!

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Il Parlamento del
perfetto impunito

prev
Articolo Successivo

Chi ha paura di Federico Aldrovandi?

next