Davanti ai pm di Firenze anche il carabinieri scelto Pietro Costa ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con l’altra studentessa americana. Nelle tre ore di interrogatorio in Procura la linea è stata la stessa del suo collega appuntato Marco Camuffo, 46 anni: negare che ci sia stata violenza. E’ stato “un errore”, ma “sono state le ragazze a invitarci, hanno insistito perché salissimo a casa”, sono le sue parole riportate dal Corriere della Sera. Ora i magistrati hanno le quattro versioni complete: quelle delle due studentesse, 19 e 21 anni, che denunciano di essere state stuprate nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 settembre, e quelle dei due militari dell’Arma. Un racconto, quest’ultimo, che tende a sminuire quanto successo, ma che evidenzia allo stesso tempo una serie di violazioni alla condotta che dovrebbero tenere due carabinieri in servizio. Comportamenti per cui il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha speso parole dure a Porta a Porta: “Sono state fatte cose gravissime, contro regole ed etica dei carabinieri. Non ci sono attenuanti”, “il primo atto è stata la sospensione” dal servizio “ma penso si debba andare oltre”.

Le inchieste sono, di fatto, tre: una disciplinare interna, una della procura di Firenze e un’altra della procura militare di Roma che ha aperto un fascicolo autonomo ipotizzando i reati di violata consegna e peculato. Per capire su cosa indaga bisogna tornare alla notte del 6 settembre. Il turno di Camuffo e Costa, racconta il Corriere, comincia a 45 minuti dopo la mezzanotte. Poco dopo le 2 arriva la chiamata dalla discoteca Flo’ in piazzale Michelangelo: intervengono tre gazzelle per sedare una rissa. Alle 2:45 due pattuglie comunicano che l’intervento è terminato. Della terza auto non si sa nulla. Camuffo e Costa non avvisano la sala operativa di quel ‘passaggio’ dato alle due 20enni americane all’uscita dal locale.

Nell’avviso a comparire notificato dal procuratore militare Marco De Paolis e dal sostituto Antonella Masala, riportato sempre dal Corriere, è scritto: “Senza alcuna autorizzazione e in assenza di ragioni di servizio, Camuffo e Costa facevano accedere nella autoradio Fiat Bravo due civili non legittimate, che provvedevano a trasportare dalla discoteca sino all’abitazione in Borgo Santi Apostoli. Per farlo, modificavano arbitrariamente il previsto itinerario, portandosi in settore di competenza di altra forza di polizia, nonché omettevano di riportare nell’ordine di servizio la modifica e l’accompagnamento delle due civili”. Poi ci sono i venti minuti di buio, in cui la gazzella rimane sotto l’abitazione delle giovani americane. I passaggi sono certificati dalla videocamera di sorveglianza.

Camuffo e Costa lasciano Borgo Santi Apostoli alle 3:13, poi la relazione di servizio parla di un posto di blocco effettuato alle 4 e fino al termine del servizio, alle 6:45. Nel frattempo le due ragazze americane chiedono aiuto alla polizia e partono le indagini. Le giovani studentesse parlano di stupro, Camuffo sabato scorso nega e racconta di “un rapporto consenziente“. Versione confermata poi martedì da Costa. Una linea di difesa che comunque non li potrà salvare in toto, visto che hanno violato regolamenti e leggi. E la conferma arriva dalle parole del ministro Pinotti: “Bisogna far lavorare le inchieste, ma di fronte a fatti del genere bisogna mettere in atto le azioni più forti e nette“.