Il gruppo Sole24Ore dice addio al direttore Roberto Napoletano. L’editrice di Confindustria ha fatto sapere di aver raggiunto “un accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l’ex direttore” indagato dalla Procura di Milano per false comunicazioni sociali assieme agli ex vertici dell’azienda, Donatella Treu e Benito Benedini. Finisce con un augurio di “buona fortuna per le sue prossime sfide professionali” e senza contestazioni formali la lunga avventura di Napoletano al Sole 24 Ore, giornale che l’ex direttore ha guidato per sei anni. Non senza momenti di forte attrito con la redazione che lo aveva da tempo sfiduciato.

Nessuna indicazione è stata invece fornita dall’azienda sui termini economici dell’intesa siglata da Napoletano, le cui note spese sono finite in un’indagine ad hoc che il collegio sindacale ha affidato alla PricewaterhouseCoopers. Non si tratta di un dettaglio di poco conto se si considera la delicata situazione finanziaria dell’editrice che ha appena varato un aumento di capitale da 50 milioni dopo 92 milioni di perdite registrate solo nel 2016. Senza contare che Napoletano era già stato al centro delle polemiche per la maxi-buonuscita da 2,25 milioni concessa da Benedini e alla quale l’ex direttore ha deciso di rinunciare “per sensibilità” e “in maniera assolutamente spontanea”.

Con l’uscita di scena di Napoletano, il gruppo Sole24Ore chiude un capitolo doloroso con un epilogo che il numero uno di Confindustria, Vincenzo Boccia, avrebbe voluto scongiurare salvando “un grande professionista”. Ma la situazione era ormai così logorata da non poter essere recuperata. Tanto più che l’azienda non ha ancora deciso il da farsi sul tema delle responsabilità dei dirigenti al centro delle indagini sulle copie digitali farlocche. Qualche ulteriore indizio potrebbe arrivare ad inizio settembre quando l’azienda farà il punto sul semestre, fornendo aggiornamenti anche sull’aumento di capitale e sui tempi della cessione delle attività di formazione ed eventi al fondo Palamon.