Il Sole 24 Ore naviga da tempo in brutte acque. Ma il suo direttore, Roberto Napoletano, lo scopre solo in tempi recenti quando gli vengono prospettate “le sopraggiunte difficoltà dell’azienda”. Così il numero uno del quotidiano di Confindustria, nonché responsabile editoriale del Gruppo 24 Ore, decide “per sensibilità” e in maniera “assolutamente spontanea” di rinunciare a 2,25 milioni di buonuscita. A chiarirlo è lo stesso Napoletano nella replica al sindacato interno dei giornalisti, il Comitato di redazione (Cdr) che esprime “sconcerto” per la notizia di una maxi liquidazione accordata nel 2015 al direttore del quotidiano dall’ex amministratore delegato, Donatella Treu, in seguito al cambiamento del contratto nazionale dei giornalisti.

Eppure per avere un quadro chiaro della situazione in cui versa l’azienda, sarebbe bastato dare un occhio ai bilanci. Nei quattro esercizi (2012-2015) seguiti alla nomina di Napoletano (fine 2011) ai vertici del quotidiano, il Gruppo 24 ore ha totalizzato più di 155 milioni di perdite. Non va meglio per l’anno in corso con l’editrice che si appresta ad archiviare il 2016 con buco vicino ai 45 milioni. Numeri pesanti che non sono sfuggiti agli investitori come testimonia il fatto che in Borsa l’azienda valga ormai appena 21,6 milioni: da inizio anno l’azione ha ceduto il 30% del suo valore. E sono ormai lontanissimi i prezzi dello sbarco a Piazza Affari (5,75 euro contro i 50 centesimi di oggi, -90%) avvenuto nel dicembre 2007 sotto la gestione dell’ex direttore Ferruccio de Bortoli.

Che la situazione fosse critica era del resto ben chiaro alla passata gestione del gruppo che, non a caso, sfruttava da anni lo stato di crisi per ottenere contratti di solidarietà e prepensionamenti. Salvo poi concedere la buonuscita milionaria al direttore. “Una vicenda su cui il giudizio di legittimità è tuttora sospeso ma quello di opportunità non può che essere fortemente critico”, sottolinea la nota sindacale. Poco importa che la giustificazione alla cospicua buonuscita siano i cambiamenti nel contratto di categoria che, secondo Napoletano, avrebbe portato da 32 a 20 mensilità l’indennità per il direttore in caso di licenziamento senza giusta causa. Anche perché, stando ai numeri, significherebbe che l’associazione degli industriali guidata da Vincenzo Boccia paga al direttore del Sole 24 Ore 70.312 euro di stipendio al mese. Se così fosse, Napoletano dovrà prepararsi ben presto a nuovi sacrifici. Anche perché il nuovo inquilino di Viale dell’Astronomia ha tutta l’intenzione di rimettere a posto i conti dell’associazione e dell’editrice. Per Confindustria la riorganizzazione è già partita in queste ore con l’ok del consiglio generale dell’associazione al piano tagli varato da Boccia. Nel progetto di risanamento sono previsti 3,5 milioni l’anno di risparmi di cui 3 da riduzione del personale. Inclusa la soppressione del vicedirettore generale.

Ben presto toccherà anche al gruppo editoriale per il quale si profila la possibilità che sia necessaria una iniezione di risorse fresche con una ricapitalizzazione da calibrare bene, visto che Boccia non è favorevole all’ingresso di un gruppo di azionisti contrapposti o comunque altri rispetto alla Confindustria. Il tema sarà presto all’ordine del giorno di una riunione dei vertici dell’associazione da convocare ad hoc. Intanto per l’editrice i giornalisti del quotidiano economico chiedono “un’operazione verità, presupposto per un non più rinviabile cambio di passo”, affermazione che dà corpo alle attese su una resa dei conti con gli ex amministratori del gruppo. Non è escluso che la ristrutturazione possa portare anche ad un redde rationem ai vertici del quotidiano confindustriale. Forse anche per via di vecchie ruggini fra Boccia e Napoletano, storicamente vicino ad Antonio D’Amato, grande sponsor di Alberto Vacchi nell’ultima tornata elettorale di viale dell’Astronomia.

Articolo aggiornato dalla redazione web in seguito alla seguente e prima precisazione del Gruppo 24 Ore sulla cifra esatta della buonuscita contestata nonostante l’ammontare fosse già stato pubblicato in altri articoli nei giorni scorsi.

Gentile Direttore,
in riferimento alla cifra dell’indennità di fine rapporto senza giusta causa relativa al direttore Roberto Napoletano riportata nell’articolo del
FattoQuotidiano.it “Confindustria, i giornalisti del Sole chiedono un’operazione verità sull’editrice e sulla buonuscita al direttore”, confermo
quanto già comunicato dal Direttore stesso al Comitato di Redazione venerdì 16 settembre 2016 e cioè che il direttore Napoletano ha spontaneamente comunicato al presidente del Gruppo 24 Ore, Cav. Lav. Dott. Giorgio Squinzi, la propria rinuncia e che l’importo esatto è pari a 2,250 milioni di euro lordi e non 4 milioni. Tale importo è relativo all’incarico di Direttore Responsabile del Sole 24 Ore e di tutte le testate del Gruppo, nonché della Direzione Editoriale.
Certi del recepimento di queste nostre considerazioni, distinti saluti.
Gabriele Del Torchio
Amministratore delegato