“Sulle società partecipate non si può andare avanti così”. L’Oref, organo di controllo dei conti di Roma Capitale, striglia l’amministrazione comunale e, pur concedendo parere positivo alla manovra correttiva da 132 milioni messa a punto dall’assessore capitolino Andrea Mazzillo, pone 35 punti di criticità fra considerazioni e prescrizioni, tali da richiamare all’ordine sul fronte contabile la Giunta guidata da Virginia Raggi. Sotto la lente dei revisori ci sono le municipalizzate, il cui piano di riordino è rimasto ancora una semplice bozza nel pc dell’assessore Massimo Colomban, ma anche i rapporti con il Governo per il rispetto del piano di rientro, la capacità di riscuotere i crediti e di pagare i debiti, il monitoraggio delle spese per l’espletamento delle gare e i debiti fuori bilancio, oltre a un piccolo giallo relativo “all’incremento delle spese per l’acquisto degli arredi”. Un parere che ha indispettito il presidente della Commissione capitolina al Bilancio, Marco Terranova: “Basta con queste considerazioni di carattere politico”.

“VALUTARE LA DISMISSIONE DI ROMA METROPOLITANE”
Come detto, il punto più critico riguarda proprio il rapporto fra il Campidoglio e le società capitoline, sia le partecipate che quelle interamente di proprietà pubblica. Nella relazione di 18 pagine messa a punto dall’Oref, si parla chiaramente del “permanere delle criticità, evidenziate più volte e oggetto di prescrizioni, riguardo le situazioni finanziarie ed economico-patrimoniali delle società partecipate da Roma Capitale” e del “mancato completamento delle operazioni di riscontro dei saldi crediti/debiti tra le società partecipate e Roma Capitale, nonostante i ripetuti ammonimenti e le richieste formali inviate dall’Oref”. Bisogna dunque procedere al più presto “alla dismissione delle partecipazioni societarie che non perseguano obiettivi istituzionali dell’Ente”. Fari puntati in particolare su Roma Metropolitane Spa, la società che fa da stazione appaltante per la realizzazione delle opere di mobilità fra cui la Metro C e i tram (ma in futuro anche la funivia Casalotti): l’azienda è sull’orlo del fallimento, in attesa di approvazione del bilancio dal 2014. Secondo i revisori, vi sono “problematiche che determinano forti criticità nel bilancio di Roma Capitale”, in cui “incidono negativamente l’avanzo di amministrazione per 9.854.707,76 euro al fine del ripristino dei quadri economici e 1.460.085,73 euro per ulteriori accantonamenti al fondo passività potenziali”. Secondo fonti de ilfattoquotidiano.it sull’azienda guidata da Pasquale Cialdini pesano ben 1 miliardo di euro di contenziosi, le cui relative condanne in sede civile arrivano alla spicciolata e costringono la Ragioneria capitolina a continue variazioni di bilancio, tanto che ora l’Oref chiede “di valutare l’opportunità di mantenere in essere Roma Metropolitane”. In verità, nel novembre 2016 l’Assemblea Capitolina approvò una mozione del M5S dove si chiedeva proprio alla giunta Raggi di dismettere la società, linea politica poi sovvertita dall’arrivo di Colomban, con tanto di tensioni interne con il collega Mazzillo. Punto critico anche quello della Centrale del Latte la cui operazione di dismissione delle quote è costata al Comune “oltre 10 milioni in tre anni”, nonostante l’azienda, dopo il risanamento, produca addirittura utili.

PIANO DI RIENTRO E RAPPORTO COL GOVERNO
Dal documento dell’Oref, sorge anche un problema concernente il rispetto del piano di rientro sottoscritto con il Governo nel 2014. I revisori, infatti, prescrivono di “sollecitare gli organi competenti affinché, nel più breve tempo possibile, venga formalmente certificato l’ottenimento dell’obiettivo del rispetto del recupero del piano di riequilibrio”. Tale piano, si legge, “è stato rispettato negli anni 2014 e 2015 ma non è stato ancora certificato per il 2016, visto che il previsto tavolo interistituzionale di confronto del 24 novembre 2016 non si è tenuto”. Uno stimolo alla ripresa del dialogo con il Governo nazionale che riguarda anche i rapporti con il Ministero Economia e Finanze, in relazione ai “rilievi mossi nella verifica del 2014 riguardanti il salario accessorio, prima delle erogazioni previste dal nuovo contratto integrativo” e con la Presidenza del Consiglio “per la quantificazione degli spazi di finanza da concedere a Roma Capitale nel 2017”.

INCAPACITA’ DI RISCUOTERE I CREDITI
È solo di qualche giorno fa la conferenza stampa in cui Virginia Raggi annunciava una campagna di riscossione di crediti per 100 milioni di euro, relativi alla tariffa rifiuti non pagata puntualmente da enti e istituzioni della pubblica amministrazione. Dalla relazione dell’Oref emerge, a questo proposito, la cronica incapacità del Campidoglio di riscuotere quanto dovuto – vengono raccolti solo il 47% dei crediti fra tariffe, sanzioni e tasse – per cui si chiedono “interventi più incisivi tesi ad intensificare la riscossione delle entrate proprie dell’Ente” ma anche “la verifica della veridicità dei pignoramenti che irrigidiscono la gestione finanziaria dell’Ente, bloccando le risorse diversamente utilizzabili, il controllo il monitoraggio del contenzioso in costante aumento”. A questo proposito, i revisori mettono in luce “la consistenza dei pignoramenti da parte dei terzi nei confronti di Roma Capitale, che evidenzia l’incapacità dell’Ente di provvedere al pagamento dei propri debiti nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge”.

SPESE PER ARREDI, PERSONALE E KERMESSE CULTURALI
Infine, un piccolo giallo. Nelle prescrizioni dell’Oref, al punto 14 si chiede “la puntuale rendicontazione della gestione dei fondi destinati alle manifestazioni culturali e dei contributi alle associazioni e fondazioni”, mentre al punto 15 si impone “il rispetto dei vincoli rispetto all’incremento delle spese per l’acquisto degli arredi”. Su quest’ultimo punto, l’assessore Mazzillo, con ilfattoquotidiano.it, è stato piuttosto evasivo: “Si tratta di vincoli di spending review, niente di importante”. In Assemblea Capitolina, dove è ricominciata la discussione per l’approvazione sul bilancio di assestamento, il consigliere di Fratelli d’Italia, Maurizio Politi, ha annunciato un’interrogazione a proposito. Infine, l’Oref ha anche “rilevato un incremento dei costi del personale” chiedendo “il rispetto della previsione di spesa”.
TERRANOVA (M5S) ATTACCA L’OREF: “FA POLITICA”
Va detto che alcuni esponenti pentastellati non hanno preso benissimo il parere dei revisori. All’ultimo punto delle conclusioni, l’Oref spiega che si rende “necessaria l’adozione di adeguate politiche di austerità e di riorganizzazione dei servizi che in questo particolare momento disinneschino le tensioni sociali che si stanno generando sulle voci di rioganizzazione dei servizi pubblici locali”. Una frase che non è piaciuta a Marco Terranova, presidente della Commissione Bilancio: “Si tratta di considerazioni di carattere politico, non è possibile continuare a leggere cose del genere nei pareri dell’Oref. Adesso basta”.