tre settimane dalla firma del premier Paolo Gentiloni i decreti sull’Ape social e sul pensionamento anticipato dei lavoratori precoci sono stati pubblicati in Gazzetta e da domani, 17 giugno, le domande potranno essere inviate all’Inps. Le richieste vanno presentate, esclusivamente per via telematica, entro il 15 luglio. Verranno accolte fino al raggiungimento di un tetto di spesa di 300 milioni (per il 2017) e in caso di risorse insufficienti avranno la priorità coloro che sono più vicini all’età per la pensione di vecchiaia. L’istituto previdenziale metterà a punto una graduatoria entro il 15 ottobre. Secondo il governo, nel 2017 potranno andare a riposo grazie alla nuova possibilità prevista dalla legge di Bilancio circa 60.000 persone (35.000 per l’Ape sociale e 25.000 per i precoci), mentre altri 45.000 potrebbero avere i requisiti nel 2018 (20.000 Ape sociale e 25.000 precoci).

Ecco in sintesi cosa prevedono le norme che consentiranno il pensionamento anticipato ai lavoratori precoci con almeno 41 anni di contributi e di ottenere l’indennità l’Ape ai disoccupati e disabili con almeno 63 anni e con ammortizzatori sociali esauriti, in entrambi i casi a titolo gratuito. La misura “sociale”, sperimentale, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2018, mentre quella per i precoci è stabile e prevede un pensionamento a tutti gli effetti.

A CHI SPETTA L’APE SOCIALE – L’Anticipo spetta ai lavoratori pubblici e privati con almeno 63 anni di età purché siano disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi; alle persone che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; a invalidi civili almeno al 74% e dipendenti che svolgono da almeno sei anni (negli ultimi sette) in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso.

COME FUNZIONA – L’indennità è corrisposta per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Nel caso in cui le risorse finanziarie stanziate siano insufficienti rispetto al numero degli aventi diritto, la decorrenza dell’indennità è differita dando priorità ai richiedenti più anziani.

QUANTO SPETTA – L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione è pari o maggiore di questo importo. L’importo non è rivalutato.

REQUISITI – Bisogna avere almeno 63 anni di età e almeno 30 anni di anzianità contributiva per disoccupati e disabili. Per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima è di 36 anni; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; non essere titolari di pensione diretta.

SI PUO’ LAVORARE – Il beneficiario dell’Ape sociale può lavorare purché i redditi da lavoro percepiti non superino gli 8.000 euro lordi annui, e quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro. In caso di superamento dei limiti il soggetto decade dall’Ape sociale, l’indennità percepita nel corso dell’anno diventa indebita e si procede al recupero.

PRECOCI – I lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno un anno prima dei 19 anni, potranno andare in pensione con 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni di età. Il requisito nel 2019 sarà adeguato alla speranza di vita. Potranno fare richiesta i lavoratori precoci disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi, invalidi con un grado di almeno il 74% o coloro che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un’attività gravosa. La domanda va presentata all’Inps entro il 15 luglio in caso di requisiti raggiunti entro il 2017 e entro il 1 marzo degli anni successivi per i requisiti che si raggiungono entro l’anno. Il limite di spesa per il 2017 per i precoci è di 360 milioni.