“Il 64 per cento di nominati in Parlamento? Non è così, perché a voi piace chiamarli così, ma questo è il modello tedesco” che le preferenze “non le prevede”. Lo dice il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio a margine di un convegno al Senato, parlando con i cronisti del sistema tedesco, modello che non contempla le preferenze, uno dei capisaldi dei 5 stelle sempre chieste a gran voce fin dal primo “V Day”.  “Noi non archiviamo le preferenze – ha assicurato – le portiamo in Aula e poi vediamo chi le vota”.