Scotland Yard conosce le identità dei tre autori dell’attentato che sabato sera a Londra è costato la vita a 7 persone, ma non le ha ancora comunicate per non compromettere le indagini, ha detto Cressida Dick, la comandante della Met Police, che però non ha voluto rivelare se i tre uomini fossero già finiti o meno nel radar dell’anti-terrorismo britannico. Ma sulla stampa d’oltremanica circolano da ore diverse ipotesi. Uno dei tre killer del commando compare in un documentario di Channel 4 sull’integralismo islamico nel Regno Unito mentre srotola una bandiera dell’Isis a Regent’s Park. Il 27enne è identificato per ora con le sole iniziali ‘Abs’ o ‘Abz’ e nel filmato andato in onda l’anno scorso viene ripreso con due predicatori islamici noti alle forze dell’ordine mentre discute con gli agenti di polizia che erano intervenuti.

Secondo The Times, uno dei tre assalitori era un ventenne nato in Pakistan e cresciuto nel Regno Unito. Una persona avrebbe denunciato il giovane alla polizia, dopo essersi accorta che via internet aveva consultato sermoni di un religioso americano, mentre una donna dell’est di Londra l’anno scorso lo aveva segnalato per il sospetto che stesse tentando di reclutare bambini del quartiere. Inoltre, un adolescente che frequentava la stessa palestra del sospetto ha raccontato che il 20enne gli avrebbe proposto di unirsi allo Stato islamico. Sky News aggiunge un altro tassello: la polizia irlandese sta collaborando con quella di Londra dopo il ritrovamento di un documento di identità irlandese su uno dei killer. Il documento trovato dimostra che uno degli attentatori, si afferma, ha vissuto in Irlanda per qualche tempo. Questa mattina, intanto, la polizia ha fatto irruzione in altre due abitazioni nei quartieri di Newham e Barking (lo stesso nel quale domenica erano state fermate 12 persone), nell’est della capitale britannica, e ha effettuato due fermi.

Theresa May è tornata a rivolgersi alla nazione: “Il centro indipendente congiunto di analisi del terrorismo ha confermato che la minaccia a livello nazionale resta severe, il che significa che un attacco terroristico è altamente probabile”, ha detto la premier alla Bbc dopo un incontro del comitato di emergenza Cobra. Il livello massimo di allerta che può essere dichiarato nel Paese è “critical“, che indica attentato imminente sotto il quale, su una scala di cinque, c’è il livello ‘severe’. Il primo ministro ha difeso la scelta della polizia di sparare e uccidere gli attentatori e ha parlato di un “attacco al mondo libero“, annunciando nuove misure di sicurezza, anche su vari ponti del centro della capitale. Il Regno Unito, ha proseguito la May a tre giorni dalle elezioni dell’8 giugno, “ha bisogno di una leadership chiara e forte, oggi più che mai”. La premier ha citato anche i “difficili” negoziati sulla Brexit con la Ue, “forse i più difficili mai affrontati dal nostro Paese”. “Dobbiamo essere chiari e netti di fronte alla Ue – ha aggiunto May – i britannici hanno compiuto una scelta e sarebbe uno scandalo non rispettarla”.

Il discorso della May è rivolto chiaramente ai britannici chiamati alle urne giovedì. La premier si è difesa dalle critiche di chi come il leader del Labour Party Jeremy Corbyn ha ricordato come la premier quando era ministro dell’Interno ha gestito i tagli ai bilanci delle forze di polizia che ha portato alla scomparsa di 20mila poliziotti dalla strade del Paese: la Metropolitan Police “è ben finanziata” ed ha “un antiterrorismo molto forte”, ha assicurato il primo ministro. “Noi abbiamo protetto i bilanci delle forze antiterrorismo – ha detto la premier – abbiamo anche fornito fondi per aumentare il numero degli agenti armati e dal 2015 abbiamo protetto in generale i bilanci delle forze di polizia”. “Questo – ha aggiunto con attacco elettorale all’avversario – nonostante il partito laburista alla Camera dei Comuni suggerisse la necessità di tagliare questi bilanci”.

Poco dopo Corbyn è tornato ad attaccare May, spiegando che la premier dovrebbe dimettersi come “stanno chiedendo molte persone responsabili che sono preoccupate per il fatto che lei era al ministero dell’Interno quando sono stati decisi i tagli del numero degli agenti”. “Noi abbiamo detto che riporteremo subito al lavoro 10mila poliziotti ed aumenteremo il numero di agenti di sicurezza disponibili, perché chiaramente l’intelligence è molto importante”, ha detto il leader del Labour. Cui ha fatto eco Sadiq Khan: “E’ un fatto che negli ultimi sette anni come città abbiamo perso 600 milioni di sterline dal nostro bilancio, abbiamo dovuto chiudere delle stazioni di polizia, vendere gli edifici della polizia e abbiamo perso migliaia di agenti (a causa dei tagli, ndr)”, ha detto il sindaco di Londra, sottolineando che sono già previste altre riduzioni dei fondi alla polizia nei prossimi anni. “Riceviamo la metà dei fondi che ci spettano, 170 milioni di sterline contro 370 milioni”, ha concluso il primo cittadino.