I fischi alla fine dell’ultima partita di campionato? “Non li meritavo”. Il caso Totti? “È stato inventato un dissidio inesistente“. La stagione della Roma? “Secondo me non abbiamo remato tutti dalla stessa parte”. Adesso è ufficiale: Luciano Spalletti non sarò l’allenatore della Roma nella prossima stagione. Nell’ultima storica stagione da calciatore di Francesco Totti, anche il tecnico di Certaldo lascia i giallorossi. E  approfitta della conferenza stampa di addio per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Soprattutto in relazione proprio al “caso Totti”, esploso quest’anno per i pochissimi minuti di gioco concessi al capitano e numero 1o romanista. “Una guerra interna fra me e Totti non esiste. Questi fischi non me li merito per come sono fatto e per come ho lavorato. Poi si è voluto andare su questa storia si è creata una linea di demarcazione che potrebbe essere una difficoltà per la Roma futura che io non voglio dargli”.

Dopo la vittoria di domenica sul Genoa per 3-2, che garantisce ai giallorossi la seconda posizione in campionato e la qualificazione automatica alla fase a gironi della Champions League 2017-18, Spalletti è stato infatti fischiato dal pubblico durante l’ultimo giro di campo di Totti. “Io posso essere un maledetto, uno schifoso – ha detto quindi Spalletti – ma sono una persona perbene. Io e Francesco continueremo ad essere due persone che si rispetteranno il tutto e per tutto, poi se parla qualche ventriloquo non lo so. Se chi mi ha fischiato fosse stato nella mia testa per un solo minuto quando abbiamo perso con il Lione o con i nostri vicini di casa non avrebbero fischiato”, dice ancora.

Il tecnico ha anche parlato della stagione appena conclusa.”La Juventus ha meritato di vincere. Noi potevamo avere altri due obiettivi (Coppa Italia ed Europa League, ndr) ma li abbiamo falliti entrambi”. Il motivo del fallimento? “Le potenzialità di questa squadra e di questa società sono importanti e si sono viste. Si poteva fare meglio come collettivo. Probabilmente non ci sono riuscito. Secondo me non abbiamo remato tutti dalla stessa parte”.

All’ex tecnico giallorosso è stato chiesto anche di esprimersi sul suo possibile successore. Spalletti ha dunque indicato due ex calciatori giallorossi: l’attuale tecnico del Milan , Vincenzo Montella, e l’allenatore del Sassuolo, Eusebio Di Francesco. “Hanno lavorato molto bene nelle rispettive squadre. Sono allenatori giovani e molto preparati. Conoscono la Roma ed entrambi hanno fatto vedere delle qualità umane che ci vogliono oltre a delle qualità di allenatore. A tutti e due il ricordo della Roma non è stato cancellato”. Ma qual è il futuro di Spalletti allenatore, tra i più accreditati a sedersi dalla prossima stagione sulla panchina dell’Inter? “Io sono una persona libera e prendo contatti con chi voglio da oggi in avanti ma fino ad ora non è stato così. D’ora in avanti comincio a parlare con chi vorrà fare uso della mia persona come allenatore. Se mi piace quello che uno mi propone organizzo il mio prossimo futuro”. E anche se si tratta del secondo commiato del tecnico toscano dalla Capitale (il primo era stato nel 2009, quando si era dimesso) Spalletti non ha escluso in futuro di tornare a Trigoria. E lo ha fatto citando Franco Califano. “Cito un cantautore romano che sulla tomba ha scritto ‘non escludo il ritorno. Mi garba questa cosa qui”.

“Vogliamo porgere i nostri più sentiti ringraziamenti a Spalletti per il grande lavoro svolto e per l’importante contributo dato al club sin dal suo ritorno. Sotto la sua guida in questa stagione, la squadra ha conquistato il maggior numero di punti e segnato più reti nella storia del club giallorosso. Auguriamo a Luciano il meglio per il futuro. Il club intende continuare il suo percorso di crescita e il nuovo allenatore condividerà i valori e la filosofia della società, contribuendo allo sviluppo dell’AS Roma”, ha commentato il presidente James Pallotta. “La società è attualmente impegnata nella nomina del nuovo tecnico”, si legge invece nel comunicato pubblicato sul sito  della Roma. E visto che Montella ha appena rinnovato il suo contratto con il Milan fino al 2019,  il candidato numero uno alla successione di Spalletti diventa automaticamente Di Francesco.