Non sono voucher, dicono da Palazzo Chigi, bensì “veri contratti di lavoro”. “Non esiste nessuna tensione tra il governo e il Partito democratico“, sostiene la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro. Che alla ripresa della discussione in commissione Bilancio alla Camera ha però presentato un emendamento uguale alla bozza che ha provocato le proteste di Articolo 1-Mdp e lo scontro all’interno della maggioranza. Il giorno dopo le minacce dei fuoriusciti di togliere il sostegno all’esecutivo, il Pd non cambia rotta. “Il governo ha solo cancellato l’acronimo ‘PrestO’ ma per il resto è sostanzialmente uguale, anzi forse è peggio perché sull’agricoltura non è chiaro”, ha detto Arturo Scotto di Mdp. La Cgil, promotrice del referendum per l’abolizione dei voucher annullato dopo che il governo li ha aboliti per decreto, ribadisce di essere pronta a “ricorrere alla Corte Costituzionale”, perché “si è di fronte a un’evidente lesione della Carta e delle sue regole”.

In mattinata, la ricostruzione di Repubblica che parla di un atteggiamento spregiudicato dei renziani mirato a mettere in difficoltà il governo ha fatto vacillare i dem: il capogruppo alla Camera Ettore Rosato, dopo aver smentito quello scenario (“difendiamo il nostro premier e abbiamo sempre concordato la linea da seguire”), ha annunciato la disponibilità a ritirare l’emendamento “se questo è il volere del Governo”, perché “non cerchiamo nessun incidente parlamentare avendo sempre parlato il linguaggio della chiarezza. Adesso aspettiamo indicazioni da Palazzo Chigi”. Nelle stesse ore è arrivata anche la smentita di Chigi che definisce “fantasiosi” i retroscena e “ogni riferimento a dubbi del Presidente del Consiglio” Paolo Gentiloni “circa la proposta di buoni lavoro per le prestazioni occasionali delle famiglie e delle imprese”. Secondo la nota del governo “si tratta di strumenti indispensabili per evitare che tali prestazioni si svolgano in nero. Non è certo la reintroduzione dei voucher che il governo aveva abrogato. E’ diverso lo strumento, è del tutto diversa la platea“. Nessuna marcia indietro, dunque.

Gli ex Pd però insistono: “Se il governo introduce i voucher nella manovrina e mette poi la fiducia, noi di Mdp non la voteremo”, conferma a Repubblica Francesco Laforgia, capogruppo Mpd alla Camera. Secondo Laforgia il Pd sta cercando l’incidente. “Il Pd ha cancellato i voucher con un tratto di penna, denotando tra l’altro una grave sciatteria politica, per evitare di essere travolto dal referendum popolare. Ora infila dalla finestra ciò che ha fatto uscire dalla porta, decidendo di sabotare il governo e di fare finire la legislatura”. E reintrodurre strumenti simili ai voucher “dopo che la Cassazione ha stoppato il referendum proprio perché erano stati aboliti, è un atto d’arroganza e denota una idea pericolosa di democrazia”.

“Noi non siamo avventuristi e non vorremmo destabilizzare il governo. Ma il Pd sta giocando pericolosamente alla ricerca dell’incidente e se ne assumerà tutta la responsabilità”. Nel merito Laforgia precisa: “Noi non siamo pregiudizialmente contro i voucher, se limitati all’utilizzo domestico. Ma è grave introdurli per le imprese fino a 5 dipendenti, che poi in questo Paese sono la maggior parte, in una manovra di correzione dei conti pubblici”. “Assistiamo a tutte le ore a un balletto di dichiarazioni tra governo e Pd su un emendamento annunciato ma che ancora non è stato depositato”, aggiunge Arturo Scotto.

Susanna Camusso, segretario generale Cgil, aggiunge che “forse c’è anche un tema di cosa dice la presidenza della Repubblica come garante della Costituzione” sostenendo che “è assolutamente certo che siamo di fronte a una sottrazione di potere decisionale dei cittadini che Carta e Corte costituzionale riconoscono”.

L’unica voce ufficiale uscita da Palazzo Chigi è uscita sulla Stampa, con un’intervista a Marco Leonardi, consigliere economico del capo del governo Paolo Gentiloni. Secondo Leonardi gli emendamenti che hanno fatto deflagrare il caso non reintroducono i voucher, puntano solo a “porre rimedio ad un buco normativo: non c’è più nessuna norma che tuteli il lavoro occasionale. La proposta in discussione prevede l’attivazione di un vero e proprio contratto di lavoro”. La differenza con i vecchi voucher, continua il consigliere di Palazzo Chigi, è “enorme sia nell’utilizzo che nell’ammontare”. Sono le stesse aziende, aggiunge, a segnalare “l’esigenza di non lasciare decine di migliaia di persone senza tutele“.