“Sono giovani, spesso minori. A volte uccisi o gambizzati.Un esercito cresciuto all’ombra dei clan e dei cattivi maestri pronto a morire o a uccidere. Per soldi o per il solo fascino del potere che si trasforma in consenso sociale”. Sono loro, con le loro storie, racconti in prima persona di chi è cresciuto troppo in fretta e racconti di chi troppo presto ha pagato con la propria vita, i protagonisti di “Under”: l’inedito dossier di Associazione antimafie daSud, che accende i riflettori su giovani, mafie e periferie.  Il lavoro, presentato a Roma nel 25esimo anniversario della strage di Capaci, è stato curato dai giornalisti Marco Carta e Danilo Chirico, realizzato con il contributo di Fondazione con il Sud e pubblicata da Giulio Perrone Editore. Un viaggio lungo dodici mesi nelle periferie del Mezzogiorno d’Italia e del Lazio, che indaga il legame tra il mondo dei giovani e il sistema mafioso e che fa luce sulla trasmissione di ruoli e “valori”.  “Da Palermo a Reggio Calabria, Bari, Napoli, Roma, seppur con sfumature diverse, è lo spaccio della droga, il principale reato di cui si macchiano i baby criminali – spiega il giornalista, co-autore del dossier, Danilo Chirico – Seguono la riscossione di tangenti e le intimidazioni, la detenzione di armi, le gambizzazioni e i delitti su commissione. Basti sapere che i minori denunciati per reati inerenti agli stupefacenti sono passati dagli appena 578 del 1984 ai 2.113 del ’90, fino ad arrivare ai 5.123 under 18 denunciati nel 2016. Cifre che, naturalmente, non dicono molto sul dato sommerso ma che spostano l’allarme dei ‘baby spacciatori’ ad almeno trent’anni fa”. Un lavoro che si completa con il reportage fotografico a cura di Pierpaolo Lo Giudice: un viaggio nel mondo marginale delle periferie urbane per raccontare quanto e come questi luoghi, in assenza di politiche sociali e in presenza di progetti architettonici, che per essere innovativi si sono rivelati un fallimento, sono diventati dei ghetti che condizionano la vita dei giovani