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Gran Bretagna, Francia e Canada annunciano lo stop al commercio con le colonie israeliane in Cisgiordania. Il comunicato congiunto con altri 9 paesi

Il ministro francese Jean-Noël Barrot: "La Cisgiordania è sull'orlo dell’esplosione. Intollerabili le violenze dei coloni"
Gran Bretagna, Francia e Canada annunciano lo stop al commercio con le colonie israeliane in Cisgiordania. Il comunicato congiunto con altri 9 paesi
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Stop all’importazione dei prodotti che arrivano dalle colonie in Cisgiordania. Dodici paesi, tra cui Francia, Regno Unito e Canada, hanno annunciato ufficialmente l’intenzione di “imporre sanzioni agli scambi con gli insediamenti illegali” nei territori palestinesi occupati per protestare contro l’escalation di violenze degli abitanti israeliani contro le comunità locali. Il testo del comunicato congiunto è stato reso pubblico dal ministro francese Jean-Noël Barrot su X. Tra i firmatari appaiono Danimarca, Finlandia, Islanda, Polonia, Portogallo, Svezia, che si vanno a unire a Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Norvegia e Belgio che già avevano intrapreso questa strada mettendo al bando i beni dalle colonie. “Il governo israeliano deve fermare immediatamente l’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi civili, garantire la responsabilità per le violenze perpetrate dai coloni e indagare sulle accuse contro le forze israeliane”, si legge nella dichiarazione comune.

Barrot spiega che Parigi ha deciso di aderire “perché la Cisgiordania è sull’orlo dell’esplosione: espansione sfrenata della colonizzazione, in violazione del diritto internazionale; impennata delle violenze commesse dai coloni estremisti contro i palestinesi; atti di terrore denunciati dalle stesse autorità israeliane. Questa situazione deleteria viola gravemente la dignità del popolo palestinese. Mette a repentaglio la sicurezza di Israele, alla quale la Francia è indissolubilmente legata. Compromette la soluzione dei due Stati, l’unica alternativa a uno stato di guerra permanente. Nessuna pace duratura è possibile in Medio Oriente senza che la sicurezza di Israele sia rigorosamente garantita”. L’attacco del 7 ottobre 2023, il peggior massacro antisemita dalla Shoah, “durante il quale più di cinquanta nostri connazionali hanno perso la vita” continua Barrot è “una ferita immensa e indelebile, che non si può minimizzare o relativizzare. Le autorità israeliane devono porre immediatamente fine alla colonizzazione illegale e alle intollerabili violenze che la accompagnano. La Francia – conclude il ministro – non può, attraverso i propri scambi commerciali, sostenere una situazione che minaccia la sicurezza sia degli israeliani sia dei palestinesi, oltre alla pace e alla stabilità nella regione. L’Europa deve fare altrettanto”.

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