Da una parte gli investigatori, dall’altra l’opinione pubblica. In mezzo le organizzazioni non governative. La questione del presunto rapporto tra ong e i trafficanti di uomini ogni giorno fornisce novità e prese di posizione differenti. Sul fronte della giustizia, da registrare le parole del procuratore di Siracusa, che ha detto di non aver nessuna indagine in corso sul tema per il semplice motivo che “non risultano elementi investigativi”. E mentre Roberto Saviano accusa nuovamente Luigi Di Maio di fomentare la cultura del sospetto, Alessandro Di Battista definisce l’immigrazione clandestina “una nuova forma di finanziamento della politica”. Che viene accusata anche dai vescovi italiani, che hanno definito le parole dei rappresentanti dei partiti un “atto ipocrita e vergognoso”. Una posizione, neanche a dirlo, condivisa dalle ong. Con Sos Mediteranee Italia che denuncia il crollo verticale delle donazioni dopo le parole del procuratore di Catania Zuccaro e la relativa polemica della politica.

PM SIRACUSA: “NON INDAGHIAMO PERCHE’ NON ABBIAMO ELEMENTI INVESTIGATIVI”
Catania indaga, Siracusa al momento no. Perché “al nostro ufficio non risulta nessun elemento investigativo che riguardi collegamenti obliqui o inquinamento nei rapporti con i trafficanti ” a carico delle ong che operano nel Mediterraneo per il salvataggio dei migranti. È quanto detto dal capo della procura aretusea Francesco Paolo Giordano in audizione davanti alla Commissione Difesa del Senato. Parole chiare, che non prefigurano una totale assenza di legami tra Ong e trafficanti. Semplicemente i pm di Siracusa non hanno prove né notizie di reato per aprire un fascicolo d’inchiesta. Esiste però, ha sottolineato il procuratore Giordano, la consapevolezza di una differenza tra le diverse organizzazioni che operano: “Siamo in grado di stabilire che c’è struttura e struttura – ha detto – Alcune si presentano con navi perfettamente equipaggiate, conformi ai codici di navigazione, e collaborano con la polizia giudiziaria, altre hanno navi meno soddisfacenti dal punto di vista delle dotazioni e non hanno un atteggiamento pienamente collaborativo”. Ma questo, ha spiegato, “va interpretato non come ostacolo alle indagini o favoreggiamento di reati ma come atteggiamentoideologico‘, coerente con chi è più a favore dei migranti che della polizia giudiziaria”.

Le domande, poi, sono entrate più nello specifico. A chi chiedeva se ci fossero strumenti di intelligence estranei al salvataggio dei migranti sulle navi della ong Moas, ad esempio, Giordano ha risposto che “non risulta assolutamente”. “Anche perché non è che abbiamo mai fatto ispezioni su queste navi – ha spiegato – Ma visivamente, macroscopicamente, nessun elemento ci ha mai indotto a ipotizzare questo”. Un altro senatore, invece, ha chiesto se è vero che alcune imbarcazioni delle ong spengono gli strumenti in dotazione per entrare nelle acque libiche. Anche in questo caso il procuratore capo d Siracusa ha pronunciato parole chiare: “Dalla nostra esperienza non ci sono evidenze. Ci viene riferito – ha spiegato il magistrato – un rapporto con le coordinate geografiche specifiche in cui si è verificato l’evento di salvataggio. Poi – ha aggiunto – le indagini devono essere coerenti rispetto alla fattispecie penali di competenza perché sono una raccolta di prove su un reato. Il reato che noi perseguiamo è il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Si tratta, quindi, di un elemento eventualmente al di fuori delle competenze della procura.

LA CEI CONTRO LA POLITICA: “LORO ACCUSE SONO ATTO IPOCRITA E VERGOGNOSO”
Nei giorni scorsi sul tema del rapporto tra ong e trafficanti di uomini era intervenuto il Vaticano, che aveva parlato di “scandalo sulla pelle dei migranti”. Oggi, invece, è il turno della Conferenza episcopale italiana. “È giusto che la Procura e la Magistratura siano vigili e assumano conoscenze sulla situazione attuale nel Mediterraneo, perché i migranti non siano doppiamente vittime – ha detto il monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Cei Migrantes – Però il fuoco politico indistinto sulle nove Ong che operano nel Mediterraneo per salvare le vite umane (di fronte alle morti che sono passate a oltre 5 mila nel 2016 rispetto alle 3 mila del 2015) con risorse di fondazioni bancarie e di privati, della società civile, è stato un atto ipocrita e vergognoso“.

Ospite a Coffee Break su La7, il nuovo arcivescovo di Ferrara si è concentrato sul tema dell’accoglienza: “Sono troppi coloro che stiamo accogliendo? 175mila persone se accolte in maniera diffusa negli 8mila comuni italiani, valorizzando percorsi personali di accompagnamento e di integrazione, utilizzando le risorse disponibili per un servizio nuovo e per figure che possono essere utili per creare e favorire dialogo e inserimento sociale sul territorio – ha detto Perego – credo sia un atto intelligente e di responsabilità. Tanto più in un Paese che sta morendo (nel 2016 150mila morti in più rispetto alle nascite) e che può trovare un suo futuro in percorsi di ‘meticciato’, come più volte ha detto il cardinale Angelo Scola e come è sempre avvenuto nella storia italiana, questa volta in maniera pacifica”. Un’accoglienza che, però, non può essere solo italiana: “È chiaro che anche nell’accoglienza diffusa dei migranti l’Europa deve finalmente svegliarsi dal sonno e promuoverla in tutti i e 27 paesi europei” ha sottolineato il monsignore, che sulla questione della crisi libica ha specificato che “l’ha creata l’Europa e le incaute scelte europee non possono essere pagate solo da coloro che oggi sono costretti a mettersi in mare e arrivano da noi, cioè i migranti“.

SAVIANO CONTRO DI MAIO: “HA LEGITTIMATO ODIO E PREGIUDIZIO”
Non poteva mancare, inoltre, un nuovo capitolo della polemica tra lo scrittore Roberto Saviano e il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, accusato dall’autore di Gomorra di aver legittimato con le sue uscite pubbliche l’odio e il pregiudizio verso le ong che operano correttamente. “Oggi fa davvero sensazione leggere commenti pieni di odio e pregiudizio nei confronti di chi da decenni è al fianco degli ultimi e dei dimenticati – ha scritto Saviano su Facebook – Quell’odio e quel pregiudizio attendevano solo questa legittimazione per poter urlare ‘prima gli italiani!’ Il protagonista principale della polemica, il Vice Presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio – ha aggiunto – domani terrà una conferenza all’Harvard Ash Center for Democratic Governance and Innovation. Gli suggerirei un tema di discussione molto attuale, di interesse anche negli Stati Uniti, e cioè questo: come, in una democrazia evoluta – ha sottolineato Saviano – la cultura del sospetto e il cinismo delle classi dirigenti possono produrre una indegna miscela di disinformazione e razzismo, le cui vittime sono gli ultimi, i deboli e coloro che provano a risollevarne le sorti e a salvarne le vite. Una volta tanto potrebbe sfoggiare enorme competenza“. Allo scrittore non ha voluto replicare Alessandro Di Battista, che però in conferenza stampa alla Camera ha sottolineato: “Non vogliamo generalizzare e rigettiamo le accuse squallide su una presunta nostra campagna elettorale in fatto di Ong – ha detto l’esponente dei 5 Stelle – Non è sempre tutto riconducibile alla campagna elettorale. Dire che l’immigrazione clandestina è diventata anche una nuova forma di finanziamento della politica significa dire la verità”.

LE ONG REPLICANO ALLE ACCUSE
Indignate. Sconcertate. Con donazioni ridotte all’osso. Le accuse di avere rapporti torbidi con i trafficanti di uomini erano rivolte un po’ a tutte le ong operanti nel Mediterraneo, ma a rispondere oggi sono state in tre. Medici Senza Frontiere, dopo aver sottolineato di essere indignata davanti alle ultime polemiche, ha specificato che “tutto ciò che facciamo in mare è del tutto trasparente e tracciabile, non abbiamo nulla da nascondere”. Il presidente Loris De Filippi, in una conferenza stampa alla Camera, ha detto che “non ci sono prove, neanche indiziali contro di noi. Non siamo noi che dobbiamo essere messi sul banco degli imputati, sono le politiche europee che non sono state in grado di creare un sistema funzionante per salvare i naufraghi del mar Mediterraneo”. Sulle Ong “c’è stata una campagna strumentale e di manipolazione, siamo indignati – ha aggiunto Stefano Argenziano, responsabile del programma migrazioni di Msf – Non abbiamo nulla da nascondere ma assistiamo al rimbalzo costante di accuse e illazioni non supportate da alcuna prova indiziale. Non si fanno giochi politici sulla pelle delle persone, è osceno, disumano”.

“Siamo sconcertati, abbiamo chiesto alle autorità europee di farsi carico non solo del salvataggio ma di assicurare canali legali per chi attraversa il mare in modo pericoloso” ha continuato Gianni Rufini, direttore di Amnesty International: “È osceno, disumano e scandaloso – ha detto – È grave che si lascino circolare in libertà voci calunniose, è un danno che rischia di tradursi in una delle più gravi catastrofi umanitarie”. Antonio Romano, tra i fondatori della ong Sos Mediterranee Italia, ha invece denunciato come sia crollate “vorticosamente” e “verticalmente” le donazioni delle persone alle organizzazioni non governative che si occupano del soccorso in mare dei migranti. “A seguito dei ripetuti attacchi di Frontex, Gasparri, Di Maio, il magistrato di Catania e altri, e nonostante le audizioni dei nostri rappresentanti (Germania, Italia e Francia) in Senato – ha scritto sui social – le dichiarazioni di Medici senza frontiere (nostri partner), Guardia Costiera Italia, rappresentanti del Governo, presidente del Consiglio eccetera, le donazioni a favore di Sos sono crollate verticalmente. Se lo riterrete opportuno, sappiate che il vostro sostegno è per noi vitale – ha detto rivolgendosi ai donatori – Sos Mediterranee Italia sta per concludere in questi giorni la sua iscrizione all’Elenco del volontariato per il cinque per mille”.