Jean-Francois Jalkh ha rifiutato la nomina a presidente del Front National, dopo le polemiche sulle sue affermazioni negazioniste del 2005. Jalkh era stata scelto giovedì 27 aprile dal partito per sostituire Marine Le Pen, che aveva deciso di farsi temporaneamente da parte per potersi dedicare alla campagna elettorale, in vista del ballottaggio con Emmanuel Macron. Louis Aliot, numero due del partito e compagno della candidata di estrema destra alle presidenziali, ha annunciato che Jalkh “sporgerà denuncia” e che “lo sostituirà Steeve Briois“, sindaco di Henin-Beaumont, feudo del Front National.

Le polemiche contro Jalkh sono nate da un articolo pubblicato sulla rivista le Temps des savoirs 12 anni in fa, in cui aveva citato il teorico negazionista Robert Faurisson, in particolare per l’utilizzo del Zyklon B nelle camere a gas dei campi di sterminio nazisti. I media francesi hanno ricordato anche altre dichiarazioni rilasciate nel 2000 a una ricercatrice universitaria, in cui di nuovo metteva in discussione la realtà delle camere a gas naziste. Jalkh sostiene di non ricordarsi di queste dichiarazioni, ma la ricercatrice afferma di avere la registrazione del colloquio. “Vuole sporgere querela e difendere il suo onore”, ha spiegato Alliot intervenendo venerdì mattina su Bfmtv.

Sulla polemica è intervenuto anche lo sfidante Macron, parlando da Sarcelles, banlieue di Parigi. “Lei qui non ci viene – ha detto il candidato di En marche! attaccando l’avversaria – lei vuole solo che restiate qui così o che ve ne andiate”. Poi la stoccata su Jalkh e sul negazionismo dell’Olocausto: “Non le consentirò di minimizzare la realtà del Fn, un partito xenofobo. Ha messo alla testa qualcuno che ha espresso posizioni estremamente gravi”.

Con la presidenza ora in mano a Briois, il Front National spera di spegnere la polemica. Intanto però le associazioni dei giornalisti di 29 testate francesi, fra le quali Le Monde, France Presse, Libération e Le Figaro, protestano in un comunicato contro la decisione del partito di “scegliere i media autorizzati a seguire Marine Le Pen”. Dopo una serie di casi in cui alcuni giornalisti si sono visti vietare l’accesso ad alcuni suoi eventi, è stato diffuso un comunicato di “ferma protesta contro questo ostacolo alla libertà di fare il nostro mestiere e di ottemperare al nostro dovere di informare“. “Non spetta a una formazione politica, qualunque essa sia – continua il comunicato – decidere quali sono i media abilitati a esercitare il loro ruolo democratico nella nostra società”.