Il gruppo francese Psa, come previsto, ha annunciato di aver raggiunto l’accordo con General Motors per l’acquisizione del marchio Opel/Vauxhall per 1,3 miliardi di euro. In più verserà 900 milioni per le attività finanziarie europee della stessa Gm. Secondo una nota del gruppo francese, Psa diventerà in questo modo la seconda casa automobilistica europea, dopo Volkswagen, con una quota di mercato del 16% circa. Sommando infatti gli oltre 1,1 milioni di veicoli consegnati da Opel Vauxhall nel 2016 con le quasi 3,15 milioni di vendite effettuate nel complesso da Psa nello stesso anno si arriverebbe a quasi 4,3 milioni di vetture, contro i 10,3 milioni della casa di Wolfsburg.

Lo scorso anno, la divisione europea di Gm ha venduto 1,1 milioni di veicoli per un fatturato di 16 miliardi di euro, registrando una perdita di 257 milioni. La fusione dovrebbe generare un risparmio annuo di 1,7 miliardi di euro entro il 2026 e Psa punta ad un ritorno agli utili di Opel/Vauxhall nei prossimi tre anni: stando alle previsioni, dovrebbe generare un margine di profitto operativo del 2% entro il 2020 e del 6% entro il 2026. La transazione include tutte le attività automobilistiche di Opel e Vauxhall, i sei impianti di assemblaggio e cinque impianti di produzione di componenti, un centro di ingegneria a Ruesselsheim e circa 40mila dipendenti. Gm, invece, manterrà il centro di ingegneria a Torino. Opel e Vauxhall continueranno, inoltre, a beneficiare delle licenze di proprietà intellettuale di Gm fino a quando i suoi veicoli verranno progressivamente convertiti nei prossimi anni in piattaforme del gruppo Psa.

“Siamo fieri di unire le forze con Opel/Vauxhall e fortemente impegnati a continuare a sviluppare questa grande azienda e ad accelerare il suo risanamento“, ha dichiarato Carlos Tavares, presidente di Psa, che vede lo Stato francese socio con il 13,7% accanto alla famiglia Peugeot e ai cinesi di Dongfeng. Per Mary T. Barra, numero uno e presidente di General Motors, “questo nuovo capitolo mette Opel e Vauxhall in una posizione ancora più forte per il lungo termine e non vediamo l’ora di partecipare al futuro successo e al forte potenziale di creazione di Psa attraverso il nostro interesse economico e la continua collaborazione su attuali e nuovi, eccitanti, progetti”.

I governi di Francia e Germania il 23 febbraio avevano espresso il proprio sostegno all’operazione chiedendo però, secondo quanto riportato da Bloomberg, “chiarezza, il più presto possibile, sul futuro delle due società” anche per i lavoratori e per i siti di produzione. Tavares aveva risposto dicendo che l’interesse di Psa è che Opel “resti un’azienda tedesca. Nel nostro portafoglio vogliamo, semplicemente, un marchio tedesco”. Lunedì il numero uno di Psa, in conferenza stampa, ha detto che le sinergie tra Psa e Opel “per come sono costruite oggi, non sono basate su tagli del personale“. Il governo tedesco ha diffuso una nota in cui definisce l’acquisizione “un primo passo per il lancio di un global player europeo” nell’industria automobilistica ed esprime apprezzamento per l’impegno a salvaguardare i contratti esistenti per i siti, l’occupazione e gli investimenti. Berlino sottolinea però la necessità che nelle fasi successive del confronto venga garantito “il pieno coinvolgimento” del management europeo di Opel e dei consigli di fabbrica. Il presidente francese François Hollande valuta la fusione “una bella operazione” e rivendica: “Lo Stato ha fatto bene a dare un sostegno decisivo a Psa con la sua garanzia alla controllata bancaria del costruttore nel 2012 e poi entrando nel capitale nel 2014”.

L’European Works Council e Ig Metall, il sindacato industriale tedesco dei metallurgici, hanno annunciato che daranno la loro approvazione all’accordo solo una volta che saranno resi noti i dettagli. Le due organizzazioni in un comunicato “chiedono fortemente che le parti che stanno firmando il contratto entrino ora in un processo di negoziazione organizzato con tutte le parti coinvolte in modo da proteggere i brand Opel/Vauxhall, l’azienda e per prevenire ogni ulteriore danno, guidando così Opel verso un futuro di successo”. “Un ingrediente chiave a questo fine”, si legge, “può essere la rapida utilizzazione di economie di scala per far crescere la profittabilità dei veicolo attraverso il mutuo utilizzo delle piattaforme”. Joerg Koehlinger, delegato di IG Metall, ha spiegato che “i dipendenti di Opel si aspettano assicurazioni di lungo termine sui loro posti di lavoro e sugli impianti” che sono anche garantiti “dagli attuali accordi retributivi in questa importante fase di transizione”.