Prima l’assemblea di Sinistradem, poi la conferenza stampa con Retedem. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha incassato il sostegno ufficiale delle due aree interne al partito che fanno capo rispettivamente a Gianni Cuperlo e Sergio Lo Giudice. Nella giornata di campagna elettorale in vista delle primarie le sue parole sono state tutte per l'”unione” e per cercare di ricompattare il Partito democratico. “La scissione è stato un tragico errore”, ha detto in mattinata. E ha quindi attaccato l’avversario Michele Emiliano per le sue critiche all’ex segretario: “Emiliano sbaglia, il congresso non è un referendum su Renzi”. A introdurlo all’assemblea di Sinistradem è stato l’ex presidente Pd e volto noto della minoranza Cuperlo che non si è risparmiato un commento sulla decisione di aprile le primarie a tutti: “Fare eleggere il segretario di un partito da tutti gli italiani che lo vogliano e non dagli iscritti a quella comunità rievoca il giudizio del ragioniere Ugo Fantozzi sulla corazzata Potemkin (“E’ una cagata pazzesca” ndr). L’ho detto, mi sono tolto un peso, è una cosa che penso da 3 anni”.

Video di Manolo Lanaro

Il Pd da giorni, oltre che alle battaglie politiche interne, deve anche fare i conti con l’inchiesta Consip che vede coinvolto il padre dell’ex presidente del Consiglio e il ministro dello Sport Luca Lotti. A margine della conferenza stampa con Retedem, Orlando ha chiesto di rispettare la presunzione di innocenza e di tener fuori l’argomento dalla campagna elettorale. “Rispetto l’opinione di Cuperlo (che invece ha chiesto una riflessione sul tema ndr), ma ritengo che Lotti abbia tutto il diritto di stare al suo posto per una ragione molto semplice: l’avviso di garanzia che lo riguarda è precedente al Natale e quindi i fatti nuovi che stanno emergendo in questo momento sono cosa diversa rispetto a quell’avviso di garanzia. Non credo si possa rimuovere il principio di non colpevolezza, lo dobbiamo far rispettare tutti i giorni con con noi e con gli altri”. In merito alle ultime rivelazioni dell’indagine ha aggiunto: “Io credo che quella vicenda non vada in alcun modo utilizzata nel congresso. Dobbiamo parlare delle proposte e delle cose che vogliamo fare”. Il caso che preoccupa la famiglia Renzi lo può avvantaggiare? “Non credo assolutamente”, ha detto. “Non mi sono mai posto la questione. Il tema è non usare le contingenze, come ho sempre detto, ma continuare a confrontarci sulle questioni strategiche che devono caratterizzare il destino del nostro Paese”.

Orlando ha fatto discorsi soprattutto in nome dell’unità. “Mi inquieta il fatto che il congresso del Pd”, ha detto davanti alla platea di Sinistradem, “sia vissuto come un referendum su Renzi. Non l’ha fatto Renzi, l’ha fatto Emiliano è ha sbagliato. La leadership che voglio costruire non è riferita ad una persona ma ad una classe dirigente”. E ha quindi aggiunto: “Dobbiamo costruire una grande forza progressista europea perché oggi il Pse non lo è”. Il ministro della Giustizia ha anche attaccato sul caso tessere facili che ha creato numerose polemiche nei giorni scorsi: “Io la scissione la farei da chi compra 100 tessere del Pd con la stessa carta di credito”. Orlando si è detto comunque contrario alla scissione: “Io e Gianni abbiamo provato ad evitare questo tragico errore della scissione ma abbiamo perso. Ma non mi rassegno all’idea. Voglio lavorare per far tornare tutti quei compagni che hanno appeso le scarpe al chiodo. La sfida è adesso, abbiamo smarrito il senso della profondità di una cultura”. Orlando ha promesso: “Io voglio ricostruire il Pd e serve un grande soggetto progressista europeo. E’ fondamentale. Dobbiamo costruire una forza politica che sia effettivamente europea”.

Durante la conferenza stampa con Retedem, Orlando ha annunciato di voler organizzare due nuovi appuntamenti: “Ci sono due cose che voglio fare perché non possiamo permetterci il lusso di chiudere il Congresso senza dire al Paese ciò che vogliamo fare: nelle prossime settimane fare una grande conferenza programmatica e promuoveremo una conferenza sul partito”. Orlando ha quindi citato Piero Benedetti: “Scrive ai suoi figli prima di morire: ‘Amate lo studio, il lavoro. Una vita onesta è il migliore ornamento di chi vive. Dell’amore per l’umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene deve essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Amate la Madrepatria ma ricordate che la patria vera è il mondo e ovunque vi sono vostri simili, quelli sono i vostri fratelli'”. E ha concluso dicendo che il suo obiettivo non è creare un “partito unito e non personale”. “Io – ha aggiunto – non rappresento la sinistra del Pd, sono un uomo di sinistra ma voglio ricostruire il partito”.