Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che si autogenera ascoltando William Elliott Whitmore. Altre considerazioni.

1. Le prime sette in classifica hanno tutte vinto, chi spezzando le reni e chi di tenue contrabbando. Sia come sia, questo campionato è sempre più una gran rottura di Nardella.

2. Sconcertante l’attacco di De Laurentiis nei confronti del Che Gue Sarri. Il Commodoro Marxista sarebbe reo di aver perso contro la squadra campionessa d’Europa, per giunta in trasferta, andando in vantaggio, giocando bene e sfiorando alla fine il 3-2. Criticare l’allenatore del Napoli perché ha perso al Bernabeu è come zimbellare Joe Bonamassa perché non è epico come Jimi Hendrix. Siamo alla follia. Quando distribuivano la poraccitudine, De Laurentiis sgomitava per averla quasi tutta lui. E c’è riuscito.

3. Per fortuna del Napoli, la squadra è ancora col Commodoro Marxista. Il Chievo, che a questo campionato non ha niente da chiedere da settembre, ha opposto resistenza effimera come del resto Palermo (Juve), Torino (Roma) e Bologna (Inter). La parte bassa della classifica, quasi sempre, suole ispirarsi per propensione pugnace a Cuperlo.

4. Quel poco che c’è da scoprire di questo campionato – chi arriverà seconda tra Roma e Napoli? L’Inter arriverà terza o quarta? Bacca verrà lapidato a febbraio o marzo? – lo scopriremo nelle prossime due giornate. Domenica ci sarà Inter-Roma e tra due sabati Roma-Napoli. La Roma in casa travolge tutto e sembra finalmente matura, ma incrocerà due squadre che non stanno peggio di lei. Tutto può essere, come disse la ragazza a cui avevano appena detto che Ryan Gosling si ispira a Orfini.

5. Qualcuno dica al bravo Alessandro Antinelli che imitare Zoolander diverte, poi però rompe anche un po’ i coglioni.

6. L’Inter le vince tutte dal governo Tambroni. Pioli bravissimo, Handanovic regna, Gabigol nuovo Pelè. Tenendo conto che l’Inter giocherà in casa tanto con Roma e Napoli, il terzo posto non è certo impossibile. Tenendo poi conto che i nerazzurri hanno già vinto l’Europa League contro il Manchester United, la Coppa Italia contro la Juve e i Mondiali contro Justin Bieber, ne consegue che Medel sarà il prossimo segretario del Pd grazie all’appoggio di Franceschini, Orlando e Stumpo. Agile, in scioltezza.

7. Zeman non conosce mezze misure. Sa che il Pescara è già retrocesso, ma ha accettato perché non sa vivere senza insegnare calcio e perché d’estate potrà ricostruire la squadra e puntare a una nuova promozione. Il 5-0 di ieri, in ogni caso, poteva accadere solo con lui. Più che un allenatore, il Boemo – nel bene e nel male – è una giostra che non si spegne mai. E tutti amano i luna park, o quantomeno io sono (e sempre sarò) uno di questi.

8. La Fiorentina dice addio ai sogni di qualificazione per l’Europa League, ma in fondo quest’anno non è mai stata in corsa. Il rapporto tra società e Paulo Sousa è finito: a giugno il portoghese andrà alla Juve e il nuovo allenatore della Viola sarà Renzi. Il Triplomentico di Rignano ha firmato ieri: per lui un triennale da 478 miliardi a stagione. Starà a Sousa e giocatori cercare di andare il più avanti possibile in Europa. Non pochi giovani hanno un avvenire assicurato (Bernardeschi, Chiesa) e anche il Musagete Borja Valero può sbagliare ogni tanto (secondo gol del Milan). Non è il caso di far drammi.

9. Il Milan resta settimo e nulla guadagna sulle risolute Lazio e Atalanta, ma trova una vittoria preziosa, ancor più considerando che domenica arriverà la 145esima sconfitta in trasferta col Sassuolo (trascinato a Udine da un Defrel lisergico). Con la Fiorentina si è visto un primo tempo divertente e un secondo pallosissimo. Sosa ha resistito 45 minuti e poi è tornato Uallarito, Vangioni il destro lo usa giusto per pisciare in piedi e Bacca ha l’utilità delle mietibatti cremisi alle Isole Fiji. Risulta poi sommamente esecrabile Gustavo Gomez, al cui confronto Raggio di Luna Laursen era Beckenbauer. Vi è stata però media grazia nella pennellata vivificante dell’intermittente Deulofeu, il cui destro ha carezzato il palo con la grazia di un dangling di Rosario Dawson. Sia dunque media lode.

10. Massimo Mauro sostituirà Jude Law nella seconda stagione di The Young Pope. A lunedì.