Il giovedì è la serata più lunga, estenuante e forse anche divertente della settimana sanremese. Merito della cover e delle prime eliminazioni definitive tra i big, ma l’inizio, come di consueto, è stato riservato alla seconda parte della gara tra i giovani: altri quattro cantanti, due in finale e due a casa. Dopo l’eliminazione a sorpresa dei favoriti Marianne Mirage e Braschi di mercoledì sera, stasera i bocciati sono stati Tommaso Pini e Valeria Farinacci. Lele e Maldestro volano in finale.

Prima della gara delle cover big, sul palco dell’Ariston è arrivato al gran completo il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano, con un medley di grandi successi dello Zecchino d’Oro: Il caffè della peppina, Il valzer del moscerino, Il coccodrillo come fa, Popoff, 44 Gatti, Le tagliatelle di Nonna Pina. Regressione infantile, persino in Sala Stampa.

Dopo il miele dell’Antoniano (che va assunto rigorosamente a piccole dosi), finalmente si è passati alla gara cover, con Chiara a cantare Diamante di Zucchero ma soprattutto con Ermal Meta che ha emozionato e incantato Ariston e Sala Stampa con una versione di rara intesintà di Amara terra mia di Domenico Modugno.

Lodovica Comello, ovviamente citatissima sui social network come al solito, si è esibita in Le mille bolle blu di Mina. Salto generazionale mica da ridere, con Pregherò cantata da Al Bano (con panama d’ordinanza).

Per il momento “Tutti cantano Sanremo”, ecco la 92enne Maria Pollacci, l’ostetrica che ha fatto nascere oltre 7600 bambini.

Dopo l’esibizione della Orquesta Reciclados de Cateura, formata da ragazzi paraguayani che suonano strumenti costruiti con materiali riciclati in una zona molto disagiata del Paraguay. L’Orquesta è sostenuta dall’Unicef, che permette ai ragazzi di suonare in ogni parte del mondo.

Fiorella Mannoia ha interpretato “Sempre e per sempre” di Francesco De Gregori, facendo un altro passettino verso quella che sembra una vittoria annunciata in questo Festival 2017.

Momento Crozza, che è entrato in scena nei panni di papa Francesco: “Ieri, quando ho visto Keanu Reeves mi sono intristito. State attenti a invecchiare bene, che ti ritrovo in un attimo a Sanremo a suonare il basso”. E ancora: “La Chiesa è come i Subsonica, piena di contrasti interni. Oggi ho parlato della corruzione in Vaticano, ma mi rendo conto che rispetto Giletti è di minore interesse”.

Rimessi i propri panni, non poteva mancare la pagina politica: “Come spiegare ai non addetti cos’è la cover? Una specie di rifacimento. Il governo Gentiloni del governo Renzi, che a sua volta era la cover di Berlusconi che a sua volta credeva di essere la cover di Rocco Siffredi”.

Sfottò a Carlo e Maria: “La nostalgia piace a noi italiani: Carlo senza nostalgia (Migliori anni, Tale e Quale) sarebbe a cantare il Pulcino Pio alle feste di piazza. Maria ama così tanto la nostalgia che ha sposato Maurizio Costanzo, e poi ti credo che bacia chiunque”.

E la chiusura è stata dedicata ai giovani e alla retorica del ‘si stava meglio ai miei tempi‘: “Gli adolescenti stanno meglio di noi. Fanno i video, li montano, palleggiano, fanno i compiti, cantano in inglese, chiedono i soldi in italiano e io non glieli do in genovese. Alla loro età io mi chiudevo i testicoli nella zip. Tutti e due. Contemporaneamente. Platone criticava i giovani. Che dite, noi possiamo fare un passettino avanti?”.

Altro ospite, stavolta l’ormai prezzemolino Mika. Non si è limitato a cantare, forse galvanizzato dall’esperienza di conduttore a Stasera Casa Mika, e si è messo a parlare con gli strumenti dell’orchestra prima di esibirsi (finalmente) in un medley di suoi successi. Il solito Mika, che quando canta è bravissimo e lascia a bocca aperta. Per non parlare, poi, dell’omaggio riservato a George Michael con “Jesus to a child”.

Di nuovo gara, di nuovo cover: Gigi D’Alessio ha cantato L’Immensità di Don Backy, mentre Francesco Gabbani ha fatto ballare tutti con Susanna di Adriano Celentano.

Momento promozione cinematografica con Alessandro Gassmann e Marco Giallini, per il film di prossima uscita “Beata ignoranza”, e poi via con Marco Masini alle prese con “Signor Tenente” di Giorgio Faletti e Michele Zarrillo con “Se tu non torni” di Miguel Bosè.

Elodie ha interpretato benissimo la difficile “Quando finisce un amore” di Riccardo Cocciante è ormai è una papabile sorpresa di questa edizione del Festival. Samuel ha cantato “Ho difeso il mio amore” dei Nomadi, mentre Sergio Sylvestre (accompagnato dai Soul System, vincitori dell’ultimo X Factor) ha fatto ballare tutti con La pelle nera di Nino Ferrer. Ultimi due big in gara per le cover, Fabrizio Moro con “La leva calcistica della classe ’68” di Francesco De Gregori e Michele Bravi che si è cimentato (senza profanarlo) con il Battiato di “La stagione dell’amore”.

Si passa poi al momento della “vera gara”, con le esibizioni dei sei big a rischio eliminazione: Bianca Atzei, Clementino, Giusy Ferreri, Ron, Nesli e Alice Paba, Raige e Giulia Luzi. Ad essere eliminate sono le due coppie: Nesli e Paba, Raige e Luzi. Gli altri quattro cantanti possono invece proseguire la gara.

Ad essere proclamata, invece, miglior esibizione cover della serata è “Amara Terra Mia” di Ermal Meta.