Dopo due tentativi andati a vuoto, il terzo è a un passo dall’essere quello buono. Tra la garanzia statale di 97 milioni di euro e le braccia aperte del comitato organizzatore della Ryder Cup di golf c’è soltanto un ultimo passaggio: il voto del Senato, sempre se ci sarà. Perché il governo Gentiloni potrebbe decidere di mettere la fiducia sul decreto Salva Banche e in tal modo chiudere una volta per tutte una partita che va avanti dagli ultimi mesi del 2016, quando la norma pro-Ryder venne inserita (senza successo) prima nella Legge di Bilancio e poi nel Decreto Fiscale. “Per il momento auspichiamo non sia necessario, se poi ci saranno problemi di calendario o di altro tipo valuteremo” ha detto il senatore dem Mauro Maria Marino. Si vedrà. L’unica certezza, al momento, è che la commissione Finanze di Palazzo Madama ha dato il via libera all’emendamento firmato dal senatore Pd d’America Renato Guerino Turano, che permette al Credito sportivo di concedere garanzie anche per l’organizzazione di eventi internazionali e concede una garanzia per 97 milioni alla competizione che si terrà a Roma nel 2022. Approvazione comunque sofferta. E non tanto per i numeri con cui è passato il provvedimento: 11 i senatori che hanno votato a favore, 5 i contrari (i due del Movimento 5 Stelle, l’ex grillino Vacciano e il leghista Tosato). Non hanno partecipato alla votazione, invece, tre esponenti della minoranza Pd (Guerra, Ricchiuti e Fornaro) e D’Alì di Forza Italia.

“Grasso dichiari inammissibile l’emendamento” – Il lasciapassare, tuttavia, è stato più complicato del previsto. Nella tarda serata di ieri, infatti, la norma è stata accantonata su richiesta del capogruppo Pd: in quel momento la maggioranza non aveva i numeri sufficienti per il via libera all’emendamento Turano (che era assente). Meglio rimandare. Ma se anche la mattina di oggi non è stata propizia, l’ok definitivo è arrivato nel pomeriggio, per la soddisfazione del governo e della Federgolf del presidente Chimenti. Che, ora, dovrà solo aspettare il passaggio in aula al Senato per poter stappare lo champagne. Nel frattempo, però, Lega e Movimento 5 Stelle preannunciano battaglia a Palazzo Madama. I senatori del Carroccio, i colleghi grillini e quelli della minoranza dem che non hanno partecipato al voto si sono rivolti direttamente al presidente del Senato Pietro Grasso affinché dichiari inammissibile l’emendamento. “Presidente, le chiedo di essere garante nei confronti dei cittadini dell’onorabilità di questo Senato” ha detto in Aula il senatore Stefano Candiani a nome del gruppo della Lega. “Grasso dichiari l’inammissibilità e la maggioranza non si arrischi a portare questa vergogna in aula. Faremo una battaglia senza precedenti” ha aggiunto Paolo Tosato, capogruppo leghista in commissione Finanze, secondo cui “queste risorse devono essere destinate ai risparmiatori e non a finanziare con provvedimenti a debito le marchette del Pd. Basta giocare con i soldi dei contribuenti. Ci appelliamo a Grasso: non svilisca ulteriormente i cittadini e blocchi questo schifo”. Grasso, tuttavia, al momento non si è pronunciato.

M5s: “Soliti privilegi. Ringraziamo per l’ennesimo spreco” – Sulla stessa linea d’onda la posizione ufficiale del Movimento 5 stelle. “Come avevamo annunciato la marchetta al Coni e alla Ryder Cup era dietro l’angolo – hanno denunciato i senatori Laura Bottici e Alberto AirolaIl parere favorevole del Governo è stato determinante e, a parte qualche esponente del Pd che non ha partecipato al voto, dei commissari solo noi, Vacciano, Pepe e Tosato abbiamo votato contrario. Una maggioranza quasi trasversale all’insegna dei soliti privilegi – hanno attaccato gli esponenti pentastellati – Ringraziano per l’ennesimo spreco sia il Coni di Malagò che il comitato organizzatore dell’evento, nelle cui fila ci sono molti nomi noti, dal figlio di Gianni Letta e cugino di Enrico all’ex dg Rai Gubitosi passando per il renziano Guido Barilla e per Francesco Soro, capo di gabinetto del Presidente Malagò al Coni“.

Minoranza Pd: “Emendamento inammissibile, non rispetta sentenza della Consulta in tema di omogeneità” – Non sono mancati i malumori anche all’interno del Partito democratico, con tre senatori che preferito non partecipare al voto. “Non sono contro il golf, ma la proposta è palesemente non coerente con il decreto” ha sottolineato Federico Fornaro. Per Cecilia Guerra, invece, “non si capisce il senso di una forzatura con un elemento divisivo in un contesto in cui invece la Commissione sta cercando di lavorare nel modo il più possibile condiviso”. “In aula voteremo contro e chiediamo al presidente Grasso di rendere inammissibile l’emendamento come previsto dalla sentenza 22 del 2012 della Consulta” ha detto Lucrezia Ricchiuti. Quella a cui si riferisce la senatrice democratica è una sentenza a suo modo storica, perché obbligava e obbliga il legislatore a prevedere la necessaria omogeneità tra decreto legge e legge di conversione. In tal senso, tuttavia, il governo si è già cautelato: la prima parte dell’emendamento Turano, infatti, permette al Credito sportivo di concedere garanzie. E il Credito sportivo altro non è che una sorta di ‘banca’. Un escamotage, insomma. Resta da capire cosa farà il presidente del Senato, anche perché l’intestazione del decreto legge in questione parla chiaro: “Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio”. Tradotto: di tutto si parla tranne che di sport.