“Senza ragione”. “Un ricatto“. La marcia indietro dell’Eurogruppo sulla rimodulazione del debito della Grecia, decisa dopo che il governo Tsipras ha annunciato una “tredicesima” per i pensionati poveri, ha provocato non solo la reazione del premier greco, ma anche una inedita presa di posizione a favore di Atene della Commissione Ue. Mentre gli eurodeputati socialisti parlando di “decisione inaccettabile” e chiedono spiegazioni al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Se Tsipras ritiene ancora possibile “una svolta” positiva, ma non con “ricatti o senza il rispetto della sovranità”, la Commissione in questa fase non è disposta ad accettare una decisione così impopolare presa dal solo Eurogruppo, ha chiarito il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici: “L’Eurogruppo è la riunione dei ministri delle finanze, perché avvenga il blocco ci deve essere l’unanimità e la Commissione deve esprimere il suo punto di vista”, ha detto parlando con l’Ansa. “La Commissione rappresenta l’interesse generale e il suo punto di vista è diverso: non c’è ragione” di rimettere in discussione la decisione sul debito, che è stata presa sulla base di parametri che “restano validi“. Parlando a margine della riunione dei leader socialisti, alla quale partecipa anche Tsipras come osservatore, Moscovici ha spiegato che “la Commissione prosegue la sua valutazione delle misure annunciate da Tsipras, e non può essere considerata come conclusa”, come invece faceva supporre il comunicato con cui l’Eurogruppo mercoledì sera ha bloccato l’attuazione delle misure per alleggerire il debito greco. “Quelli che su questo hanno posizioni diverse si devono prendere le loro responsabilità“, ha aggiunto il commissario. “Per quanto mi riguarda – ha proseguito Moscovici – penso che sia impossibile opporre l’alleggerimento del debito greco, che è davvero indispensabile, alla coesione sociale e alla giustizia sociale che i greci attendono. La discussione continua e si deve ancora concludere e si concluderà nella direzione giusta”.

Intanto gli europarlamentari socialisti del gruppo S&D hanno chiesto un incontro speciale dei capigruppo dell’Aula con Dijsselbloem affinché “spieghi l’inaccettabile decisione di sospendere le misure volte ad alleviare gli oneri del debito greco” e hanno invitato anche il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, a intervenire sulla questione. Per il vicepresidente del gruppo S&D, Udo Bullmann, “la misura è sbagliata e ingiustificata. Crediamo che la Grecia abbia fatto molti sacrifici e che le condizioni economiche dell’accordo di salvataggio siano state più che rispettate. Vorremo che il Parlamento invitasse Dijsselbloem a spiegare questa decisione, in una conferenza straordinaria dei presidenti, il prima possibile”.