Pochi giorni fa ho scritto a proposito dei 18 anni di Diletta e della mia nomina ad Amministratore di Sostegno. La settimana scorsa inizio la procedura per il bonus di 500 euro destinato dal governo Renzi ai giovani nati nel 1998. Ho cercato di capire cosa fosse esattamente ed in realtà ho compreso che si tratta di un’agevolazione contenuta nella Legge di Stabilità all’interno del pacchetto cultura e sicurezza.

Sono ottimista e quindi inizio a capire cosa sia questo pid e cosa esattamente si debba fare online. E immediatamente mi ricordano che la disabilità grave con componente psichica non ha diritto a nulla di tutto ciò. Alunni di serie B, non maggiorenni, con diritti solo sulla carta ridotti in polvere da altra carta scritta da chi aveva concesso i diritti precedenti. Per ottenere il bonus tutto avviene online. Chi vuole usufruire del bonus deve prima ottenere lo Spid, l’accredito elettronico presso la Pubblica amministrazione che comprova l’identità digitale e poi può scaricare l’app predisposta appositamente per questo scopo registrandosi attraverso vari canali predeterminati.

Peccato che in tutto questo sia richiesta l’identificazione via web, o presso alcuni uffici tramite la persona interessata. Nessuno si è ricordato degli Amministrati e dei tutelati. Ops! Sarà stata una banale svista. Così scrivo a uno di questi uffici e la risposta arriva bella, chiara e anche veloce. Copio esattamente ciò che ho letto io nella mia casella di posta elettronica: “Per il riconoscimento ‘fuori sede’ non c’è alcun vincolo. L’operatore, se dispone di connessione e strumentazione adeguata può procedere al riconoscimento anche presso altra sede. Per la casistica di una persona con disabilità accompagnata/assistita da un amministratore di sostegno legalmente riconosciuto non abbiamo ancora una risposta da parte dell’autorità che norma le attività degli Identity Provider (AgID). La richiesta, quindi, va tenuta in attesa del pronunciamento di AgID”.

Quindi? Ora? E chi c’è dietro questa sigla? L’ennesima piccola grande discriminazione buttata sulle spalle di chi pensava di aver conquistato gli stessi diritti. L’illusione di poter acquistare più libri per trascorrer il tempo o di poter vivere tra coetanei un momento in comune, o magari poter capire cosa potessero fornire questi voucher.

Dopo 18 anni a volte mi sento davvero ancora troppo ingenua. Cado, come nel peggiore dei concorsi a premi, nella rete della nostra Pubblica Amministrazione, convinta che Diletta esista come cittadina e invece scopro che è una delle tante persone di serie B. In realtà lei e tutti coloro nella sua situazione non esistono proprio. In nessuna categoria. Anche in questo andrò fino in fondo. Perché considerato che esiste una esclusione, il governo deve avere il coraggio di scriverlo: vietato e non riconosciuto ai giovani di 18 anni affetti da handicap grave e costretti a essere legalmente amministrati.

Ma basta prese in giro per favore! E comunque oltre la mia personale condizione rispetto mia figlia, trovo che questo bonus sia una farsa. Cercando in rete ho notato che la lista per la spendibilità dei voucher è a dire poco inadeguata. Non sarebbe stato più concreto abbassare le tasse universitarie? Azzerare i costi delle tasse del diploma? Riconoscere buoni libri per la frequenza scolastica? O qualcosa di più vicino alla realtà? Chissà, forse nei dintorni di chi legifera la vita è diversa. Non aggiungo altro, è sufficiente il fatto in sé. Abbraccio tutti i giovani delusi da questa ennesima iniziativa “ sospesa”.