Le firme false del Movimento 5 Stelle alle amministrative di Palermo del 2012? “La firma falsa è una firma copiata ed è l’oscar della stupidità: noi noi riusciamo nemmeno ad essere disonesti”. Parola di Beppe Grillo, che così ha risposto a una domanda sul caso Palermo durante un’intervista rilasciata a Euronews a Bruxelles. “In quella lista lì non è stato eletto nessuno”, ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, che nel 2012 non riuscì a superare la soglia di sbarramento per entrare in consiglio comunale nel capoluogo siciliano.  Una dichiarazione, quella di Grillo, che suscita l’immediata replica di Alessia Morani, parlamentare del Partito democratico. “Prendiamo atto che con la dichiarazione di stasera sulle firme false a Palermo, Grillo abbia ammesso che il reato è stato commesso”, ha detto la deputata dem.

A sollevare il caso un’inchiesta delle Iene: secondo la trasmissione Mediaset le firme a sostegno della lista dei grillini erano state ricopiate da alcuni attivisti, perché quelle originali erano contenute in moduli che contenevano un errore nel luogo di nascita di un candidato. Della vicenda si sta intanto occupando anche la procura di Palermo, che ha aperto un’indagine ipotizzando il reato previsto dall’articolo 90, secondo comma, del Testo Unico 570 del 1960.

Si tratta di una norma che punisce con la reclusione da due a cinque anni “chiunque forma falsamente, in tutto o in parte, liste di elettori o di candidati od altri atti dal presente Testo Unico destinati alle operazioni elettorali, o altera uno di tali atti veri oppure sostituisce, sopprime o distrugge in tutto o in parte uno degli atti medesimi”. Il fascicolo contiene già i nomi dei primi indagati che però rimangono top secret. Gli agenti della Digos coordinati dai pm Dino Petralia e Claudia Ferrari stanno sentendo in questi giorni alcune persone informate sui fatti: tra questi i deputati Giulia Di Vita e Andrea Cecconi, e l’inviato delle Iene Filippo Roma.

Nel frattempo però uno dei testimoni sentiti avrebbe ammesso davanti ai pm di aver ricopiato le firme. Secondo l’agenzia Ansa, che cita fonti giudiziarie, si tratta di un attivista del Movimento palermitano, il cui nome non è stato diffuso alla stampa: ai pm ha raccontato di aver partecipato alla riproduzione delle firme, indicando anche i nomi delle altre persone coinvolte. Sul caso era già stata aperta un’altra indagine della Digos, poi archiviata nel 2013. Questa volta invece l’inchiesta sembra ormai al giro di boa.