Non è ancora reso pubblico, ma ormai è deciso: Raffaele Marra resterà al suo posto di capo del personale del Campidoglio. E pure Diego Porta manterrà il comando della polizia municipale di Roma, una delle posizioni più ambite per cui erano arrivate ben 12 candidature (tra cui anche quella di Renato Marra, fratello dell’uomo di fiducia del sindaco Virginia Raggi). Mentre cambieranno i direttori del Commercio (dipartimento chiave per la delicata partita della Bolkestein) e soprattutto della Ragioneria generale, dove non ci sarà la riconferma (nemmeno pro-tempore) di Stefano Fermante.

RIUNIONE FIUME CON I CONSIGLIERI – Nessuna proroga, come pure era stato ventilato negli ultimi giorni per la difficoltà del procedimento: la Raggi ha voluto risolvere la rotazione degli incarichi dirigenziali in maniera definitiva, affidando incarichi triennali. L’ufficialità non c’è ancora, arriverà solo mercoledì 9 settembre quando la prima cittadina sarà tornata dalla sua visita ad Auschwitz per il viaggio della memoria. Ma ilfattoquotidiano.it è in grado di anticipare alcune delle scelte principali. Il contenuto delle delibere che approderanno in giunta la settimana prossima è frutto anche della riunione decisiva avvenuta mercoledì con assessori e consiglieri, in cui la sindaca ha motivato le sue scelte e il suo delegato al Personale, Antonio De Santis, ha spiegato i criteri alla base del sistema dell’interpello e dei vincoli imposti dal piano anti-corruzione (secondo cui nessun dirigente può rimanere al suo posto per più di tre anni). Un confronto intenso, andato avanti fino alle 2 di notte, che dovrebbe essere servito a rendere il più condivise possibili le nomine (su un paio di posizioni chiave sarebbero stati accolti ad esempio i suggerimenti di Marcello De Vito). Così da ricomporre le fratture che la revisione della macchina amministrativa aveva creato fra gli stessi 5 stelle. Almeno all’interno della Capitale, visto che a livello nazionale, tra i parlamentari, il ruolo di Raffaele Marra continua a provocare malumori.

PORTA RESTA CAPO DEI VIGILI – Anche stavolta la Raggi non ha voluto indietreggiare nella difesa di uno dei suoi fedelissimi: Marra (che Roberta Lombardi aveva definito “il virus che ha infettato il Movimento”) non andrà al Commercio, e tanto meno sarà relegato in uno dei Municipi di periferia; resterà a capo dell’influente dipartimento delle Risorse umane, vicino alla sindaca. Ma la sua permanenza, nell’aria da qualche giorno, è stata facilitata anche dall’esito del “sondaggio telefonico” condotto da Beppe Grillo in persona fra i consiglieri, da cui è arrivato più di un parere favorevole all’ex braccio destro di Alemanno e Polverini. Molto meno scontata la riconferma di Diego Porta alla guida del Corpo di polizia municipale. Per questa posizione la nuova procedura ad interpelli aveva registrato addirittura 12 domande: fra queste, quella di Carlo Buttarelli (capo dei vigili con Alemanno, allontanato da Marino) e Renato Marra. Suo fratello proprio oggi in un’intervista al Fatto quotidiano ha dichiarato: “Dipendesse da me, per la sua professionalità, lo nominerei comandante”. La scelta finale è stata diversa: la Raggi ha preferito puntare sulla continuità e su Porta, arrivato pro-tempore lo scorso giugno per sostituire Raffaele Clemente. Una figura meno divisiva, gradita al corpo e anche ai consiglieri.

VIA IL RAGIONIERE FERMANTE – Gli sconvolgimenti saranno altrove. Ad esempio al dipartimento Attività produttive, dove farà le valigie Silvana Sari, le cui ultime mosse nella delicata partita della direttiva Bolkestein (gli uffici si sono già attivati per la stesura dei nuovi bandi, nonostante l’intenzione politica di rinviare la scadenza erano state poco apprezzate in Commissione Commercio. Soprattutto se ne andrà Stefano Fermante dalla Ragioneria generale: un addio che dopo le lettere di dimissioni e le polemiche dello scorso mese non farebbe notizia, se non fosse che i tecnici sono impegnati nella chiusura del bilancio di previsione 2017. Il cambio del ragioniere generale potrebbe complicare ulteriormente il percorso, e per questo alcuni consiglieri avevano suggerito una sua proroga almeno fino al termine dell’anno. Ma alla fine si è preferito cambiare: al suo posto dovrebbe arrivare comunque una risorsa interna, che ha già chiaro il quadro della situazione. L’ultima casella da riempire, l’unica non ancora decisa, è quella dell’avvocatura generale: qui la sindaca non ha fatto ancora a tempo a completare i colloqui. La scelta comunque avverrà all’interno di una rosa di cinque candidati già individuati dalla precedente gestione del commissario Tronca, fra cui anche l’attuale titolare Rodolfo Murra; la corsa si sarebbe ristretta a 2-3 nomi. Solo una volta chiusa definitivamente la rotazione dei dirigenti si penserà alla nomina del nuovo capo di gabinetto: la pista che porta al magistrato in pensione Raffaele Guariniello pare suggestiva ma difficilmente percorribile.

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