Secondo il parere dell’Anac, la retribuzione del capo della segreteria di Virginia Raggi Salvatore Romeo è legittima. Ma al tempo stesso si invita alla “ragionevolezza” negli stipendi. L’agenzia Adnkronos ha pubblicato stralci del documento con cui l’Anticorruzione si è espressa sulla nomina più volte contestata nelle scorse settimane, documento che non è mai stato diffuso a differenza del parere sulla ex capa di Gabinetto Carla Raineri (che invece era stato pubblicato su Facebook dalla stessa prima cittadina poco prima delle dimissioni dell’interessata). Romeo era finito al centro delle polemiche per la sua retribuzione: ex dipendente del Campidoglio, è passato da uno stipendio di 39mila euro al’anno a circa 110mila con la nomina voluta dalla sindaca M5s Raggi. Poi dopo le contestazioni e dopo il parere dell’Anac è stato ridotto a 93mila euro.

La richiesta all’Anac, avanzata dalla stessa Raggi, riguardava la possibilità di ricorrere allo strumento dell’assunzione per personale già dipendente del Comune di Roma e se, in tal caso, potesse corrispondersi un trattamento parametrato a quello dirigenziale. Il quesito sembrava coniato ad hoc per il fedelissimo della sindaca. Cantone, in una risposta di due pagine inviata il 7 settembre ma protocollata dal gabinetto del sindaco soltanto il 29 settembre, rimarca la “necessità di previa disciplina” di un “Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi” interni al Comune per regolare l’applicazione generica dell’articolo 90 del Tuel, ovvero la norma che disciplina gli uffici di supporto agli organi di direzione politica. Tale Regolamento dovrebbe fissare i ‘paletti’ e normare i casi come, appunto, quello di Romeo, ma in Campidoglio una regola siffatta non esiste nel Regolamento vigente.

Tanto che qualcuno in Campidoglio, ispirandosi a quanto fatto a Firenze dal sindaco renziano Dario Nardella, aveva pensato a una modifica ad hoc del Regolamento, modifica mai apportata per evitare che venisse letta come una legge ad personam. Nel Regolamento vigente, ad oggi, tale norma manca, e questo getta ombre sulla posizione di Romeo. Ma Cantone invita anche ad adottare, nella retribuzione di tali contratti a tempo determinato, “criteri di ragionevolezza e buon andamento”. Nello stesso parere, l’Anac riconosce “la possibilità, e non l’obbligo”, di definire “la retribuzione di tali contratti a tempo determinato, parametrandola a quella dirigenziale, fermo restando che tale determinazione non vale, di per sé, a configurare l’incarico come dirigenziale e fermo restando che per il personale assunto con tali contratti vige il divieto di svolgimento di cariche gestionali”. Un appunto che probabilmente ha indotto lo stesso Romeo, il 4 ottobre scorso, a interpretare ‘positivamente’ quanto sentenziato dall’Anticorruzione sulla sua nomina: ‘è legittima’, aveva dichiarato il caposegreteria della sindaca. Il testo del parere però, nonostante le richieste delle opposizioni e della stessa deputata M5s Roberta Lombardi, non è mai stato diffuso.