Una tassazione di favore sui redditi, i beni e le attività finanziarie realizzati e posseduti all’estero. Così il governo Renzi, mentre con una mano offre agli evasori italiani un nuovo scudo fiscale con cui “ripulire” anche i contanti detenuti nelle cassette di sicurezza, con l’altra punta ad attirare in Italia i super ricchi residenti all’estero. Compresi i connazionali che hanno scelto di spostare la residenza oltreconfine per motivi fiscali. Primi nella lista quelli che hanno casa nel Regno Unito e temono le conseguenze della Brexit. I nomi noti non mancano, vedi lo stilista Valentino. Ma secondo indiscrezioni di stampa anche questa trovata, come la riedizione della voluntary disclosure e la sanatoria sulle cartelle di Equitalia, incontra la netta opposizione dell’Agenzia delle Entrate. Secondo cui il risultato dei condoni previsti dalla legge di Bilancio sarà fare cassa nel breve periodo per finanziare le uscite della manovra (anche se Bruxelles non accetta che misure strutturali siano coperte con entrate una tantum), ma al prezzo di un crollo delle entrate a partire dal 2018.

“Guarentigia fiscale per chi ha lasciato l’Italia. Faremo tornare qualche stilista famoso” – Partiamo dall’ultima novità, il “Regime speciale per nuove categorie di residenti”, chiaramente ispirato al regime inglese “resident but non domiciled” che ha attirato a Londra molti plurimilionari stranieri tra cui Valentino Rossi (il campione di motociclismo è poi rientrato in patria nel 2008 dopo che le Entrate gli hanno contestato il carattere fittizio della residenza all’estero). Si tratta in pratica di ribaltare il principio per cui chi risiede in Italia deve pagare qui le tasse su tutti i propri redditi e proventi, con l’eccezione di quelli realizzati in Paesi con cui sono in vigore convenzioni contro le doppie imposizioni. Ora, stando a quanto riferisce Repubblica, chi ha lasciato la Penisola per almeno nove periodi di imposta potrà rientrare pagando un forfait di 100mila euro (25mila per i familiari). L’obiettivo dichiarato è favorire i nuovi investimenti e in potenza la creazione di posti di lavoro. Ma, secondo i tecnici dell’Agenzia, “si risolverà in una tassazione di favore per quei personaggi che hanno lasciato l’Italia e vivono nel Regno Unito, pagando tasse ridotte, e temono che la Brexit possa cambiare il loro status. Noi gli forniamo l’opportunità di tornare a casa dando loro una guarentigia fiscale che solo superficialmente è legata a investimenti”. Insomma, “faremo tornare a casa qualche stilista famoso che avrà un trattamento di favore”.

“Vincono i frodatori e chi ha accumulato soldi con attività criminali” – Quanto al prelievo forfettario per far emergere i capitali liquidi, come già sottolineato dal procuratore generale di Milano Francesco Greco nella maggior parte dei casi quei soldi sono “frutto di reati“. E il giudizio è condiviso dai tecnici dell’agenzia guidata da Rossella Orlandi, secondo cui è “un regalo fatto a chi ha accumulato fondi in nero grazie ad attività finora nascoste al fisco perché opache o addirittura di provenienza criminale“. E non è un caso se qualcuno, ispirato da una battuta di Pierluigi Bersani, l’ha ribattezzata “norma Corona“: “Fabrizio Corona potrà sanare la sua situazione, regolarizzare i soldi nascosti nel controsoffitto, pagare 100mila euro e uscire di prigione”.

Altrettanto lapidario, riporta il quotidiano romano, il verdetto sulla rottamazione delle cartelle Equitalia con la cancellazione di sanzioni e interessi di mora: “C’è il colpo di spugna, con il risultato che chi non ha pagato per anni avrà un trattamento più favorevole di chi ha deciso di regolarizzare la sua evasione”. Un esempio? Maradona, che deve al fisco almeno 40 milioni, potrà chiudere le pendenze e si vedrà cancellare tutte le sanzioni e gli interessi. Sconto di almeno 35 milioni”. Angelo Pisani, legale del Pibe de Oro, replica così alla frase attribuita da Repubblica all’Agenzia delle Entrate: “Ma quale condono e sconto se nel caso della ingiustizia fiscale di cui è stato vittima Maradona, la violazione fiscale non è mai esistita, il condono è stato già fatto nel 2003. Strumentalmente e per fare notizia si utilizza il suo nome”.

Il rischio di un crollo degli introiti nel 2018 e i possibili ricorsi – Ma la preoccupazione principale riguarda le conseguenze di lungo periodo: dopo gli introiti extra di 2016 e 2017, dal 2018 il rischio è che ci sia un crollo delle entrate. Infine chi ha deciso di saldare il conto prima che scattassero le nuove norme potrebbe far ricorso per incostituzionalità dato che “la sanatoria viola i principi di eguaglianza di fronte alle leggi”.

Aggiornato alle 19 da redazioneweb