Nuovo capitolo nello scontro tra Diego Armando Maradona e il fisco italiano, che chiede al Pibe de Oro 39 milioni di euro, di cui sei milioni di presunta evasione fiscale e gli altri per gli interessi maturati. Il legale dell’ex fuoriclasse argentino, Angelo Pisani – in mattinata – aveva esultato, sostenendo che la dodicesima sezione della Commissione tributaria di Napoli aveva disposto la sospensione dell’esecuzione dell’avviso di mora. Ma nel pomeriggio è intervenuta la stessa Equitalia, che ha smentito il legale.

Ma ricostruiamo la giornata. Il legale di Maradona questa mattina ha annunciato che la Commissione tributaria di Napoli aveva disposto la sospensione del pagamento, notificato a Diego Armando Maradona da Equitalia Sud. Accolto dunque il ricorso, ha esultato l’avvocato, che lamentava l’infondatezza e l’illegittimità del provvedimento “per non avere mai avuto formale conoscenza della pretesa creditoria, in quanto tutti gli atti presupposti, avvisi di accertamento, ruoli e cartella non gli erano mai stati notificati”. Inoltre “i tributi oggetto di pretesta, gravanti sulla Società Calcio Napoli – continuava Pisani – erano stati fatto oggetto di condono”. Il 26 maggio scorso, la quattordicesima sezione della Commissione tributaria aveva disposto la sospensione dell’atto di pignoramento, contro il quale l’avvocato Pisani aveva presentato ricorso. Si tratta di “un altro punto a favore di Maradona”, dichiarava Pisani.

Ma in serata è arrivata la doccia fredda da Equitalia Sud. “La terza sezione della Commissione Tributaria Regionale di Napoli, con la sentenza oggi depositata, ha rigettato anche in secondo grado le domande proposte dai legali di Diego Armando Maradona per ottenere la cancellazione del debito tributario nei confronti dello Stato italiano. La sentenza conferma la decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, che già nel 2013 aveva a sua volta rigettato il ricorso proposto da Maradona”. Si tratta della sesta sentenza, in ordine di tempo, che “ribadisce la legittimità dell’accertamento e dell’operato di Equitalia nei confronti di Maradona e che conferma il suo debito con lo Stato italiano – ricorda infine Equitalia – Le notizie circolate in queste ore sulla sospensione dell’esecuzione di una procedura di pignoramento, peraltro già in precedenza sospesa, attengono a un singolo procedimento esecutivo rispetto al quale il giudizio è ancora in corso”.

Ma i legali del Pibe non ci stanno e replicano: “Dal 1989 mai nessun giudice ha condannato Maradona a pagare i fantomatici 40 milioni al fisco e che ad oggi per decisione della stessa magistratura italiana l’intera procedura di riscossione e debiti a carico di Maradona sono tutti, sia i pignoramenti che le intimazioni, per la prima volta dopo 25 anni, integralmente sospesi, per cui l’unica verità è che l’agente della riscossione fino alla fine del processo non può chieder più neanche un euro a Maradona”. Così gli avvocati Pisani e Angelo Scala, insieme ai commercialisti Massimiliano Toriello ed Enrico Carlomagno. “La sentenza di rito, tra l’altro non definitiva, della terza sezione della Commissione Tributaria Regionale di Napoli, pubblicizzata da Equitalia, ha solo dichiarato inammissibile al momento e per opera di un giudice, tra l’altro già ricusato per essersi precedentemente pronunciato sulla vicenda, un primo ricorso avverso. Ad oggi nessuna sentenza di merito conferma il vantato e mediatico debito di Maradona nei confronti del fisco italiano e presto, molto presto, a seguito dei nuovi giudizi civili, penali e tributari proposti nell’interesse di Maradona verrà fuori l’unica verità, quella che risulta evidente dalle carte”.

Si aggiunge dunque un nuovo capitolo nella vicenda tra Maradona e il fisco italiano. Che non ha risparmiato colpi di scena. A ottobre in diretta alla trasmissione Che tempo che fa, il Pibe aveva dichiarato di “non aver mai evaso le tasse“, terminando la frase con il gesto dell’ombrello all’indirizzo di Equitalia. Mentre a febbraio l’ex fuoriclasse si era detto pronto ad “appoggiare Berlusconi” alle elezioni europee se lo avesse aiutato.