No al “Fertility Day”, sì alla “giornata di formazione e informazione sulla salute riproduttiva”. Poi educazione alla sessualità nelle scuole, più consultori e rimborso delle pillola del giorno dopo. Sono questi i contenuti della mozione promossa da Pd, Ap e Autonomie al Senato e approvata in Aula. Sì anche ai documenti di M5s e Sel. Si tratta di documenti di indirizzo che non hanno valore vincolante, ma che chiedono all’esecutivo di garantire maggiore impegno su questi temi. L‘iniziativa arriva dopo che il Fertility day istituito dalla ministra Beatrice Lorenzin il 22 settembre scorso è stato al centro di numerose polemiche sia per i contenuti che per le campagne di comunicazione controverse.

“Si tratta di una mozione importante”, ha detto la vicepresidente Pd del Senato Valeria Fedeli, “che impegna il governo ad adottare le iniziative necessarie affinché sia garantita nelle scuole un’adeguata educazione alla sessualità, alla contraccezione, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, alla salute riproduttiva e al valore della maternità e della paternità”. La mozione chiede anche di “rafforzare il ruolo dei consultori, di promuovere un piano pluriennale sulla salute riproduttiva delle donne lungo tutto l’arco della vita, di monitorare con maggiore efficacia la piena applicazione della legge n. 194”. Inoltre si “chiede di favorire e finanziare lo sviluppo della ricerca nel campo della salute riproduttiva, di rivedere, infine, le decisioni in materia di rimborsabilità della pillola contraccettiva e definire e finanziare un piano interministeriale per ridurre e rimuovere gli ostacoli sociali alla scelta della genitorialità”.

Secondo Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanità del Senato e prima firmataria della mozione, “l’infelicità della doppia campagna comunicativa ha ulteriormente oscurato contenuti che, viceversa, vanno segnalati all’attenzione”: “Credo che la parola ‘fertilità’ si possa lasciare a una parte della letteratura scientifica. Credo, viceversa che il termine opportuno sia ‘salute riproduttiva’ delle donne e degli uomini. I diritti della coppia sono molto importanti. C’è diritto alla genitorialità; c’è bisogno di riforme forti, a partire dalla legge 40, ma c’è soprattutto bisogno di un piano più serio di quanto non sia stato fatto finora sulla vita e sulla salute riproduttiva delle donne, dall’adolescenza con i vaccini contro il papilloma virus, fino al parto e dopo”.
ulla salute riproduttiva” e non “sulla fertilità”.