Applausi e contestazioni, urla e vigili in aula. A un certo punto anche un paio di carote, spuntate chissà da dove e rivolte ai “coniglietti grillini“: l’ultima carta dell’opposizione in un dibattito molto teso e molto poco istituzionale. Comunque scontato: il Consiglio comunale ha confermato l’annuncio della sindaca Virginia Raggi e votato la mozione per ritirare la candidatura di Roma 2024: 30 favorevoli, 12 contrari, nessun astenuto. L’avventura olimpica dell’Italia è quasi finita. Nel peggiore dei modi. Se mai c’è stato un tempo del rispetto reciproco, è scaduto con la convocazione del consiglio straordinario su Roma 2024. Il giorno decisivo dopo settimane di appuntamenti saltati, conferenze stampa e dichiarazioni incrociate. Senza più spazi di manovra, il momento del sì o del no. Anzi, solo del no. E stavolta entrambe le parti non hanno fatto neanche finta di essere serene.

Toni alti, volti tirati, battute e recriminazioni continue. Persino gli staff litigano fra di loro. Una conferenza improvvisata in sala stampa dalla coordinatrice di Roma 2024, Diana Bianchedi, diventa motivo di tensione: il portavoce del sindaco la invita a spostarsi in un’altra stanza, qualcuno nella delegazione del Coni perde le staffe: “Pazientate qualche minuto, tanto grazie a voi non ci saranno candidature per i prossimi 50 anni“. Volano parole grosse. Il Comitato promotore è presente nonostante il mancato invito del Comune (i 5 stelle hanno preferito evitare), ed escluso anche dal dibattito con un voto della maggioranza (no agli interventi esterni). Se ne va quasi subito, dopo un paio di dichiarazioni che non cambieranno nulla.

Le cose non vanno meglio in Aula. I consiglieri litigano praticamente su tutto, anche sui minuti e i secondi degli interventi. Il presidente d’assemblea De Vito prova a fare da paciere ma il fatto che il consiglio comunale sia aperto ai cittadini non lo aiuta. In sala c’è il pubblico delle grandi occasioni, quasi tutto schierato con la Raggi e contro i Giochi. Fischi per ogni discorso dell’opposizione, ovazioni per la maggioranza. Così l’assemblea capitolina si trasforma in una corrida. Quando a un certo punto saltano fuori cartelli, carote (e anche una felpa con la scritta “animali liberi“: chi la indossava non ha chiarito il suo significato), è davvero troppo: il presidente De Vito è costretto a chiamare i vigili e far sgomberare almeno parzialmente l’aula.

Roma 2024 finisce così. In mezzo ci sarebbe anche un dibattito, del tutto ininfluente, che appassiona poco persino i consiglieri. Pure la sindaca Raggi si vede a malapena, affacciandosi non più di un paio di volte nel corso della seduta: c’è invece il vicesindaco Daniele Frongia. Ognuno ripete stancamente i soliti argomenti, per ore: il rischio della corruzione e l’importanza degli investimenti, gli sprechi olimpici e la grande occasione persa per la crescita del Paese, le “spese pazze” del Comitato promotore e i valori dello sport. Ma non interessa quasi a nessuno: la maggioranza è compatta. “E lo vedrete oggi sul tabellone dei voti”, assicurano i consiglieri M5s. Il voto arriverà solo nel pomeriggio e sarà una formalità. E a quel punto di Roma 2024 resterà solo un progetto abortito, in attesa del ritiro ufficiale da parte del Coni.

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