La serata di cerimonia nello stadio Maracanà di Rio de Janeiro ha dato il via ai Giochi Paralimpici 2016. L’evento sportivo più importante al mondo per gli atleti con disabilità, dove parteciperanno anche 101 italiani, vedrà protagonisti 4.350 atleti provenienti da 176 nazionalità diverse che si sfideranno fino al 18 settembre in un totale di 528 gare di 23 discipline. “Questi atleti ci ispirano con la loro passione”, ha detto presidente del Comitato olimpico brasiliano Carlos Arthur Nuzman, durante la festa di apertura delle prime Paralimpiadi tenute in Sudamerica.

L’evento inaugurale, che si svolge 18 giorni dopo la chiusura dei Giochi Olimpici di Rio 2016, ha coinciso con la celebrazione dell’Indipendenza del Brasile. Nonostante i timori iniziali, i Giochi Paralimpici in questi ultimi giorni hanno generato un notevole interesse nel pubblico, in particolare quello brasiliano. Secondo gli organizzatori dell’evento, fino a pochi giorni fa, 1,5 milioni dei 2,5 milioni di biglietti disponibili sono stati venduti.

Martina Caironi è la portabandiera della delegazione italiana – Nutrita la delegazione italiana che è stata guidata dalla portabandiera Martina Caironi; alle sue spalle, il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli ed il segretario generale e capo missione azzurro, Marco Giunio De Sanctis, quindi l’intera delegazione italiana. Balli, colori e canti, per sancire l’inizio dell’avventura paralimpica, con un pizzico di polemica: la Bielorussia ha infatti sfilato con, in coda, la bandiera della Russia, esclusa per la vicenda del doping di Stato. Secondo i media russi, la persona che ha sventolato la bandiera russa è Andrei Fomochkin, direttore del centro bielorusso di preparazione olimpica per l’atletica. Per la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, Fomochkin è un eroe. “Ha dimostrato solidarietà con le persone vergognosamente trattate in modo disumana nel non poter competere alle Paralimpiadi”, ha detto all’agenzia di stampa Interfax

L’ex campionessa Malsar caduta nel percorso con la torcia olimpica – La cerimonia ha celebrato le Paralimpiadi attraverso alcune storie di realizzazione e di successo di atleti con disabilità, in combinazione con motivi coreografici carioca, balli di artisti disabili e moderne tecnologie. La torcia olimpica è stata trasportata all’interno dello stadio da diversi atleti, come è tradizione, per accendere il tripode che simboleggia lo spirito olimpico. La ex campionessa brasiliana Marcia Malsar, la prima campionessa paralimpica del Brasile nel 1984, già con molti problemi di deambulazione anche per la sua età avanzata, è caduta durante il percorso con la torcia, forse anche a causa della pioggia che cadeva su Rio, ma si è rialzata con le sue forze per continuare a portare la torcia nel tripudio del pubblico presente. Simbolicamente, il gesto di accendere il braciere olimpico è toccato al nuotatore sulla sedia a rotelle Clodoaldo Silva con una grande scala, che si è aperta meccanicamente per creare una rampa. Uno spettacolo pirotecnico ha infine chiuso la cerimonia dopo quasi quattro ore. Solo il nuovo presidente del Brasile, Michel Temer, si è preso dei fischi dal Maracanà quando ha preso la parola per dichiarare ufficialmente aperte le Paralimpiadi. Il presidente brasiliano, da tempo al centro di una crisi politica, era già stato fischiato in occasione delle Olimpiadi un mese fa. 

“Paralimpiadi? Vetrina mondiale per abbattere i pregiudizi” – “I Giochi Olimpici non sono solo un grande momento di sport e di competizione ma anche, e soprattutto, una straordinaria occasione di riflessione per abbattere barriere e pregiudizi e creare un clima di amicizia e di rispetto dei diritti di tutti”. Così Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali, in occasione dell’apertura delle Paralimpiadi a Rio. “Questo evento rappresenta – ha detto ancora – l’essenza stessa di fraternità e di solidarietà dove lo sport è occasione unica per superare se stessi, le proprie paure e i propri limiti. E’ una grande ispirazione quella che questi atleti ci donano. Un’ispirazione che ci dice che è con la volontà e con la forza di spirito che ciascuno ha dentro di sé che le difficoltà possono essere superate, ricordando sempre che non è importante non cadere ma è importante sapersi rialzare. Insegnamento che ogni giorno, nel fare il proprio lavoro, gli assistenti sociali verificano e mettono in pratica”.