“La vendita del giacimento Opl 245, Volpi, Falcioni e la Port Harcourt connection”. È l’intitolazione di un documento anonimo sull’Eni che ilfattoquotdiano.it ha ricevuto. Il riferimento è a Gabriele Volpi, imprenditore miliardario con forti interessi in Africa. E poi a Gianfranco Falcioni, petroliere e viceconsole onorario in Nigeria. E a Port Harcourt, città nigeriana di oltre un milioni di abitanti, nota per il suo porto petrolifero. L’anonimo in questione è solo uno dei tanti che in questi giorni sono stati messi in circolazione e che, ovviamente, vanno analizzati con la massima cautela.

Altri plichi arrivati non ai giornali ma agli inquirenti contengono foto di personaggi coinvolti nelle indagini sull’Eni, scattate mentre bevono un caffè al tavolino di un bar, plichi che contengono commenti, note e suggerimenti rispetto ad atti giudiziari, alle inchieste in corso a Milano sulle tangenti in Nigeria e Algeria. E ancora: collegamenti societari, tabelle, citazioni di articoli pubblicati in Italia e all’estero. Nelle ultime settimane i “corvi” che s’aggirano intorno all’Eni e alle sue vicissitudini giudiziarie si stanno moltiplicando. D’altronde è proprio con un anonimo che la procura di Trani apre il fascicolo sul presunto complotto per far cadere l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi che, a Milano, è indagato per concorso in corruzione internazionale.

L’iperattività dei “corvi” in queste settimane sembra rispondere a una logica: è come se alcune fazioni interne all’Eni, o comunque interessate a orientarne le sorti, si stessero combattendo a colpi di documenti, veri o taroccati che siano, per spingere qualcuno – l’informazione o la magistratura – ad accendere i riflettori su questo o quell’obiettivo. E così, offrendo elenchi nomi e società, messi in connessione tra loro, anche con l’aiuto di grafici realizzati con software investigativi, e legati da commenti che suscitano legittimi sospetti, i “corvi” stanno offrendo una notevole mole di notizie, tutte da verificare, per colpire di volta in volta l’avversario di turno. È anche questo, quando parliamo di Eni, diventa un piccolo, importante, frammento di cronaca da raccontare.