Una “assunzione lampo”, come in molti l’hanno definita, con solo 13 giorni di lavoro effettivi prima di chiedere l’aspettativa per il mandato da assessore comunale ha attirato l’attenzione della Procura di Firenze che, rivela La Nazione, adesso ha aperto un’indagine sull’operato di Sandro Fallani (nella foto con il presidente Mattarella), attuale Sindaco di Scandicci, Comune alle porte di Firenze. Meno di due settimane che, però, hanno permesso al primo cittadino in quota Pd di vedersi pagare contributi a partire dalla fine del 2010, per un totale di circa 50mila euro. Esborso che il consigliere comunale della Lega Nord, Leonardo Batistini, non ha digerito. Per questo l’esponente del Carroccio ha deciso di fare esposto alla Procura della Repubblica.

Oggi i procuratori fiorentini hanno aperto un fascicolo per verificare l’esistenza di irregolarità.
La vicenda risale all’ottobre 2009, quando l’attuale Sindaco, allora dipendente della Ericsson, viene nominato assessore a Sociale, Istruzione e Sport del Comune di Scandicci. Come prevede la legge, per mandati politici può essere chiesta l’aspettativa lavorativa, con l’ente che si preoccupa anche di versare i contributi previdenziali. Così, Fallani entra in aspettativa dopo la nomina ad assessore, ma pochi mesi dopo rescinde il suo contratto dall’azienda svedese che concede 12 mesi di mobilità. “Volevo prendere una decisione ponderata sul mio futuro – ha dichiarato il Sindaco a ilfattoquotidiano.it – visto che sono anche un padre. Ho deciso di fare l’assessore, ma ero comunque grato alla Ericsson per l’opportunità che mi avevano dato, quindi ci siamo accordati e mi hanno concesso un anno di mobilità”.

Allo scadere dei 12 mesi, Fallani trova subito un nuovo lavoro. Un’assunzione che solleva i dubbi di Batistini e di altri membri dell’opposizione scandiccese. “Dopo un anno esatto dall’iscrizione nella lista di mobilità, ossia quando questa scadeva – ha spiegato il consigliere del Carroccio – l’ex assessore viene assunto dallo studio associato Fallani e Nocentini (con il quale non intercorrono rapporti di parentela, ndr)”. Solo 13 giorni di lavoro e il primo cittadino, allora assessore, chiede di nuovo l’aspettativa: “Ho aspettato la fine della mobilità per ovvi motivi – ha continuato Fallani -. Poi mi si è presentata questa grande opportunità con lo studio ‘Fallani e Nocentini’. Ero entusiasta, ma poi mi sono accorto che non potevo seguire adeguatamente il progetto e continuare a svolgere il mio incarico da assessore. Loro mi hanno detto ‘sei bravo, ti aspettiamo’”.

Una scelta, quella di Fallani, che alle casse comunali è costata quasi sei anni di contributi, per un totale di circa 50mila euro, e che ha scatenato le proteste delle opposizioni.
Un comportamento, quello del primo cittadino, che per Batistini e gli altri critici sarebbe poco trasparente e lascerebbe spazio a dubbi sulla regolarità dell’assunzione di Fallani nello studio di commercialisti. Regolarità sulla quale la Procura di Firenze ha ritenuto di dover indagare.

Twitter: @GianniRosini