Soltanto 13 giorni di lavoro che gli sono fruttati sei anni e 50mila euro di contributi pagati dal Comune di Scandicci. Nel Paese alle porte di Firenze è polemica sulla situazione contributiva dell’attuale sindaco Pd Sandro Fallani (nella foto con Mattarella). Leonardo Batistini, consigliere comunale della Lega Nord, chiede chiarimenti per capire se il primo cittadino non abbia sfruttato il proprio incarico politico per farsi assumere e vedersi pagare i contributi con soldi pubblici. Un’assunzione che fa schizzare la cifra sborsata dal Comune dagli 850 euro del 2010 ai 5.115 del 2011, fino agli oltre 10mila annui del 2014. Una situazione che ricorda il caso di Matteo Renzi, raccontato dal Fatto Quotidiano nel marzo 2013: l’allora sindaco di Firenze era stato assunto dall’azienda di famiglia, la Chil srl, il 27 ottobre 2003, otto mesi prima dell’elezione in Provincia e undici giorni prima che l’Ulivo lo candidasse. Il 22 maggio 2014 il premier aveva poi annunciato di essersi “dimesso dall’azienda di famiglia come chiesto dal Fatto.

“Il sindaco ci spieghi come mai il suo stipendio e di conseguenza i contributi previdenziali pagati dal Comune aumentano di oltre il 50% tra il 2011 ed il 2012 – dichiara Batistini – Ha forse fatto carriera pur non andando a lavorare?”. “Sono appena sceso dalla mia macchina blu: la tramvia – risponde Fallani a ilfattoquotidiano.it -. Non voglio alimentare polemiche, sono tranquillo e so di aver rispettato la legge”. Assessore dal 2009, nel 2010 trova un nuovo impiego e dopo 13 giorni chiede l’aspettativa. Fallani viene nominato assessore a Sociale, Istruzione e Sport del Comune di Scandicci nel 2009, quando lavora da quattro anni alla Ericsson. La legge prevede che per mandati politici, compresi quelli di sindaco o assessori, la persona eletta o nominata possa chiedere l’aspettativa lavorativa. L’ente, oltre all’indennità, si preoccuperà di versare i contributi in base al ruolo ricoperto e allo stipendio percepito nell’azienda.

Così, a ottobre 2009, l’attuale Sindaco di Scandicci chiede l’aspettativa dal lavoro e, quasi in contemporanea secondo gli atti visionati dal consigliere del Carroccio, si iscrive alla lista di mobilità, “ragione per cui si desume essere stato licenziato”, sostiene Batistini. “Non è così – replica Fallani – Ho aspettato due mesi a chiedere l’aspettativa, volevo prendere una decisione ponderata sul mio futuro, visto che sono anche un padre. Ho deciso di fare l’assessore, ma ero comunque grato alla Ericsson per l’opportunità che mi avevano dato, quindi ci siamo accordati e mi hanno concesso un anno di mobilità”.

Allo scadere di questi 12 mesi, Fallani trova un nuovo lavoro. “Dopo un anno esatto dall’iscrizione nella lista di mobilità, ossia quando questa scadeva – dice Batistini a ilfattoquotidiano.it – L’ex assessore viene assunto dallo studio associato Fallani e Nocentini”. La sua presenza a lavoro, però, durerà solo 13 giorni: Fallani chiede subito l’aspettativa prevista per gli assessori, che si protrarrà anche dopo la sua elezione a Sindaco nel 2014, con il Comune che torna a pagare i contributi. “Ho aspettato la fine della mobilità per ovvi motivi – continua Fallani -. Poi mi si è presentata questa grande opportunità con lo studio ‘Fallani e Nocentini’ con i cui titolari, per puntualizzare, non ho alcun legame di parentela. Ero entusiasta, ma poi mi sono accorto che non potevo seguire adeguatamente il progetto e continuare a svolgere il mio incarico da assessore. Loro mi hanno detto ‘sei bravo, ti aspettiamo’”.

Dopo un 2010 in cui, proprio a causa dell’iscrizione nella lista di mobilità, il Comune sborsa solo 850 euro per la previdenza dell’attuale primo cittadino, nel 2011 la cifra sale così a 5.115, 8.773 nel 2012, 9.890 nel 2013, oltre 10.100 nel 2014 e 2015. Un aumento che il consigliere del Carroccio non si spiega, soprattutto perché questo avviene nel periodo in cui Fallani si è messo in aspettativa. “Le opzioni mi sembrano due – continua Batistini -: o c’è stato un aumento di stipendio che ha portato anche alla crescita dei contributi da pagare, o c’è stato un passaggio da un contratto part time a uno full time. In entrambi i casi, decisioni molto singolari visto che Fallani già si trovava in aspettativa dal lavoro”. Decisioni che hanno portato a un esborso da parte del Comune, da ottobre 2009 fino ad oggi, di oltre 50mila euro di contributi. “Anche questa è una falsità – ribatte Fallani – Proprio perché venivo da un anno di mobilità, il Comune ha potuto usufruire di sgravi fiscali sui contributi da versare. Non ci sono stati aumenti di stipendio e il mio contratto è ancora part time”.

Dell’impiego nello studio non c’è traccia sul sito del Comune e il cv rimane “nascosto”. Per accertarsi che le date in suo possesso coincidessero, Batistini è entrato sul sito del Comune, alla pagina del profilo del sindaco, e ha cercato il curriculum vitae del primo cittadino. Oltre alla descrizione riassuntiva della carriera universitaria e professionale di Fallani, dove non c’è traccia dell’assunzione presso lo studio associato, il consigliere del Caroccio non ha trovato alcun curriculum allegato. “Una coincidenza strana – ha dichiarato -, resa ancora più singolare dal fatto che questo allegato è comparso solo il 5 maggio 2016, tre giorni dopo la richiesta di accesso agli atti da parte della Lega. Una tempistica che non sembra casuale”.

Twitter: @GianniRosini