“È stato un momento. Ora ho paura”. Vincenzo Paduano, vigilante 27enne che ha confessato di avere bruciato viva l’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, parla così a chi ha avuto modo di incontrarlo nel carcere romano di Regina Coeli. È sorvegliato a vista 24 ore su 24, rinchiuso in una cella singola, in attesa dell’interrogatorio di mercoledì 1° giugno per la convalida del fermo. La procura chiederà il giudizio immediato.

Interrogatorio per Paduano e autopsia sul corpo di Sara – Nello stesso giorno comincerà l’autopsia sul corpo della studentessa all’istituto di Medicina legale La Sapienza. Gli accertamenti sono stati affidati ad un pool costituito da un medico legale, un radiologo e un tossicologo. Sara, 22 anni, è stata trovata morta all’alba di domenica in via della Magliana, in periferia, sfigurata dalle fiamme appiccate da Paduano, ossessionato dalla fine della loro relazione. Nei sette giorni prima dell’omicidio, il 27enne si era come eclissato, per poi ricomparire la notte dell’omicidio. Dopo la fine della storia, Sara ha continuato ad avere contatti soprattutto via sms con il suo ex. Da lui arrivavano sms di minacce ma la studentessa non aveva confidato a nessuno il tono vessatorio dei messaggi ricevuti.

Paduano, la notte di sabato, l’ha aspettata sotto casa del nuovo ragazzo, ha speronato la sua auto mentre viaggiava, l’ha cosparsa di alcol e le ha dato fuoco. Per poi tornare al lavoro, come se nulla fosse accaduto. “Allora è vero, sono proprio un mostro“, ha detto agli inquirenti dopo diverse ore di interrogatorio. “Sì, l’ho uccisa io. Un po’ di tempo fa ci eravamo lasciati, ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava con un altro”, ha detto agli agenti che lo hanno fermato con l’accusa di omicidio volontario premeditato aggravato dallo stalking. “In 25 anni di lavoro non avevo mai visto un delitto così atroce”, ha commentato il capo della Squadra Mobile, Luigi Silipo.

I testimoni: “Non ci ha fatto segno di fermarci” – Quella di Sara, ha spiegato il sostituto procuratore, è stata una morte che si poteva evitare se solo qualche passante l’avesse aiutata. La notte di sabato sono state almeno due macchine a vederla, ma nessuna si è fermata. I conducenti, rintracciati e ascoltati, si sono giustificati dicendo che non avevano capito cosa stesse accadendo e che avevano avuto paura. Il primo, come riporta il Corriere, è un meccanico diciottenne, mentre il secondo è un ventenne della zona. “Sì, la ragazza bionda agitava le braccia, forse chiedeva aiuto – ha detto – ma poteva essere qualsiasi cosa”.

Stesse dichiarazioni di altri due testimoni: “Sembrava che stessero solo litigando. Sara gesticolava verso il ragazzo che vedevamo solo di spalla ma non ci ha fatto segno di fermarci” hanno raccontato agli inquirenti i due testimoni che a bordo di due scooter sono passati in via della Magliana.

L’ex nei video delle telecamere di sorveglianza Paduano è stato incastrato dai video di due telecamere di sorveglianza situate vicino al luogo dell’omicidio, su via della Magliana, all’altezza dello svincolo per il Gra, che hanno ripreso sul posto la sua auto. Arrivati a casa dell’uomo gli inquirenti hanno visto sul veicolo i segni dello speronamento con cui l’uomo aveva costretto la giovane a fermarsi, segni che l’auto non presentava poche ore prima. Il tracciato del Gps della sua Hyundai 20 che ripercorre le stesse strade fatte da Sara e il traffico del suo telefonino che rimane vuoto dalle 2.50 alle 4.40, poi, hanno confermato i sospetti degli inquirenti. A quel punto l’uomo è stato preso e interrogato. Inizialmente ha negato tutto. “Faccio il vigilante al palazzo della Regione – aveva detto in una prima versione, riportata dal Corriere della Sera – ho fatto il turno di notte. Verso le 2 sono uscito per andare con una prostituta”. Poi ha ammesso di averla uccisa.

“Volevo solo spaventarla” – Secondo quanto ammesso durante l’interrogatorio, quella sera era in servizio di portierato in zona, ma ha lasciato il lavoro e ha aspettato Sara sotto casa del suo nuovo ragazzo, un ex compagno di scuola che frequentava da pochissimo. Prima che la ragazza risalisse in macchina per tornare a casa, si è allontanato precedendola nel tragitto che avrebbe fatto. Poi, quando è arrivata su via della Magliana, si è fatto superare e l’ha affiancata, stringendola a bordo strada per costringerla a fermarsi. “Abbiamo cominciato a litigare – ha detto il ragazzo – e io ho tirato fuori una bottiglietta di alcol che avevo portato. L’ho spruzzato nell’auto, anche addosso a Sara. Ma volevo solo spaventarla“. Sara, terrorizzata, è scesa dalla macchina ed è scappata chiedendo disperatamente aiuto agli automobilisti che passavano, ma nessuno si è fermato. Così il suo assassino l’ha inseguita e le ha dato fuoco. “Quando è scappata ho deciso di rincorrerla. Eravamo vicinissimi. Poi non so bene che cosa è successo. Mi sono acceso una sigaretta e lei ha preso fuoco”. Ma sarà l’autopsia a dire se l’abbia immobilizzata e strangolata o solo tenuta ferma mentre le dava fuoco. Poi è tornato al lavoro, proprio dove è stato prelevato dagli agenti della mobile che lo hanno condotto in questura.

Sara preoccupata dalla gelosia dell’ex – Nel suo ultimo giorno di vita, poche ore prima di morire, Sara aveva accettato di vedere il suo ex, forse proprio per un incontro chiarificatore dopo averlo definitivamente lasciato circa 20 giorni fa. Sabato sera Vincenzo è stato quasi due ore a casa sua e i due hanno avuto una discussione. Ma testimonianze raccolte dagli inquirenti raccontano che lei negli ultimi tempi era preoccupata, perché durante una recente lite Vincenzo l’avrebbe afferrata per le braccia. A quanto accertato, non era la prima volta che il 27enne la seguiva e anche durante la loro relazione si era mostrato molto geloso e possessivo. Alcuni mesi fa, hanno raccontato alcune amiche della vittima, al culmine di una lite, Paduano ebbe un atteggiamento violento con Sara, all’epoca ancora sua fidanzata: la giovane rimase molto turbata dallo scatto d’ira e dalla violenza dimostrata da Paduano, ma decise di non sporgere denuncia, anche per non creare problemi all’uomo di cui si fidava.