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Omicidio di Milano Certosa, ricercato un 20enne italiano. Tra gli indagati anche il trapper Reyomar

Gli uomini della Squadra Mobile gli stanno dando la caccia mentre l'inchiesta cerca di ricostruire cosa sia accaduto quella notte nella periferia nord di Milano e, soprattutto, perché un ragazzo di 22 anni sia stato ucciso con una violenza che ha colpito gli stessi investigatori
Omicidio di Milano Certosa, ricercato un 20enne italiano. Tra gli indagati anche il trapper Reyomar
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C’è un secondo ragazzo ricercato per l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne accoltellato a morte nella notte tra il 26 e il 27 maggio davanti alla stazione di Milano Certosa. Dopo il fermo di un 19enne eseguito nelle scorse ore, la Procura ha emesso un provvedimento anche nei confronti di un altro giovane, un ventenne italiano con famiglia di origini peruviane che avrebbe lasciato l’Italia e si troverebbe ora all’estero, forse in Spagna. Gli uomini della Squadra Mobile gli stanno dando la caccia mentre l’inchiesta cerca di ricostruire cosa sia accaduto quella notte nella periferia nord di Milano e, soprattutto, perché un ragazzo di 22 anni sia stato ucciso con una violenza che ha colpito gli stessi investigatori.

In 17 contro la vittima

Silvera, secondo la ricostruzione della procura, è stato aggredito da almeno 17 giovani italiani e sudamericani, dopo una lite avvenuta circa mezz’ora prima. È stato colpito con coltelli o cocci di bottiglia almeno una trentina di volte. Il gruppo degli aggressori, dopo aver rincorso la vittima, il fratello e un amico “urlando in lingua spagnola ‘fermatevi, figli di puttana, stronzi”, ha iniziato a lanciare “sassi, bottiglie e coltelli” facendo cadere a terra il 22enne, sul quale si sono accaniti “accoltellandolo circa una trentina di volte”. Successivamente il 22enne sarebbe stato trascinato e scaraventato “nell’intercapedine esistente tra la sponda dei binari ferroviari e la parete di cinta della stazione ferroviaria”.

Le immagini delle telecamere, i riconoscimenti tramite visione di fascicoli fotografici e i risultati degli accertamenti tecnici della polizia scientifica della Questura di Milano relative agli oggetti rinvenuti quali coltelli e frammenti di bottiglie, hanno portato ad accertare “che all’interno della Stazione di Milano-Certosa, dalle ore 19.25 alle ore 22.19 circa del 26 maggio 2026”, erano presentii 17 giovani, “in gran parte vestiti di nero” che dopo essersi presentati come componenti dei “Latin King”, hanno aggredito e accoltellato “Gianluca provocandone la morte alle ore 22:15 circa”.

Il trapper indagato

C’è anche un giovare trapper, che è stato riconosciuto da alcuni testimoni che si trovavano alla stazione Milano Certosa, tra gli indagati. Si tratta di Oma Jair Rey Cordova, 20 anni, popolare sui social come Reyomar su Tiktok e Yo-Rey su Instagram oppure come Reystreetbandana con oltre 10 mila follower. Il ragazzo, raccontano i video delle telecamere, è stato ripreso oltre che notato da persone che hanno assistito in parte all’aggressione.

Oscuro il movente

Il delitto resta infatti avvolto da molti interrogativi. Uno dei principali riguarda il movente. Secondo quanto emerge dagli accertamenti, prima dell’aggressione ci sarebbe stato un confronto tra due gruppi di giovani. Durante il diverbio alcuni degli aggressori si sarebbero presentati come appartenenti ai Latin Kings, una delle più note pandillas latinoamericane. È da qui che parte il lavoro degli investigatori. Bisogna capire se si sia trattato di una semplice rivendicazione o se dietro l’agguato vi sia davvero un collegamento con il mondo delle bande giovanili. Gli approfondimenti sono in corso e al momento non ci sono conferme sull’effettiva appartenenza degli indagati all’organizzazione.

L’interrogatorio

Sarà interrogato domenica dalla giudice per le indagini preliminari, Sara Cipolla, Jefferson Smit Echevarra Verano, fermato venerdì. Il ragazzo è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal numero degli aggressori, in tutto 17. Il pm Elio Ramondini ha chiesto la convalida del fermo e la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane. L’altro presunto accoltellatore per cui è stato disposto il fermo è appunto latitante. Il pubblico ministero ha disposto l‘autopsia che si terrà mercoledì prossimo. Nel pomeriggio i genitori della vittima dovrebbero recarsi in Questura per la notifica dell’avviso di fissazione dell’esame autoptico e il riconoscimento.

Le piste

Tra le piste investigative compare anche quella di un possibile rito di iniziazione. Si tratta, precisano fonti vicine all’inchiesta, soltanto di una delle ipotesi al vaglio e ancora tutta da verificare. Gli inquirenti stanno cercando di capire se l’aggressione possa essere maturata nell’ambito di dinamiche interne alle pandillas o se abbia invece origini differenti. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Marcello Viola e seguita dal pm Elio Ramondini e dall’aggiunta Bruna Albertini, ha già portato all’iscrizione di otto giovani residenti tra Milano e l’hinterland. Nei giorni scorsi la Squadra Mobile ha effettuato perquisizioni e sequestri, analizzando immagini delle telecamere, telefoni e altri elementi raccolti durante le indagini.

L’omicidio

Gianluca Ibarra Silvera, nato a Milano da una famiglia originaria dell’Ecuador, era stato colpito da numerosi fendenti. Soccorso in condizioni disperate, era morto poche ore più tardi in ospedale. La stazione di Certosa non è un luogo qualsiasi per chi segue il fenomeno delle pandillas milanesi. Da tempo rappresenta uno dei punti di ritrovo di gruppi giovanili latinoamericani e di compagnie di ragazzi che frequentano la zona. Negli ultimi mesi erano ricomparse anche alcune scritte con la sigla “LK”, acronimo dei Latin Kings, accanto a riferimenti alla MS-13. Finora, però, non si erano registrati episodi di sangue paragonabili a quello costato la vita al ventiduenne. Ora l’attenzione degli investigatori è concentrata sul secondo giovane ricercato. La sua individuazione potrebbe aiutare a chiarire i ruoli dei partecipanti all’aggressione e a dare una risposta alla domanda che resta ancora senza soluzione: cosa ha scatenato l’assalto mortale al 22enne.

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