Scade oggi, 16 maggio, il termine per chiedere l’esenzione dal pagamento del canone Rai. Da quest’anno, infatti, il balzello si paga automaticamente attraverso la bolletta dell’elettricità. Ma sono gli stessi contribuenti a dover presentare la dichiarazione sostitutiva, pena l’esborso di 100 euro, se ricadono nelle categorie non tenute al versamento. Vale per chi non ha un apparecchio tv o non ne ha uno ulteriore rispetto a quello per cui ha presentato denuncia di cessazione dell’abbonamento, oltre che per chi ha l’utenza elettrica intestata a un componente della famiglia diverso da quello che già paga il canone.

Il canone è dovuto solo dai soggetti che possiedono un televisore: non dovranno pagarlo quelli che guardano i canali della Rai attraverso computer, tablet e smartphone, perché – secondo quanto chiarito dal ministero dello Sviluppo economico – il canone si applica solo agli apparecchi in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente o tramite un decoder esterno.

Per non pagare il canone o per non farlo due volte, si deve compilare un modello ad hoc (scarica qui il modello) che si compone di due quadri: quello A per chi dichiara di non avere alcuna tv (ricordando però che da quest’anno la dichiarazione non veritiera è punibile penalmente dagli 8 mesi ai 4 anni di carcere) e il quadro B per chi invece, pur essendo titolare di un’utenza elettrica, ha già nel proprio nucleo un familiare che paga il canone Rai.

Chi deve compilare e inviare il modulo per l’esenzione?
Più utenze elettriche intestate allo stesso soggetto – Nel caso in cui un contribuente sia titolare di più utenze di tipo domestico residenziale non rischia il doppio addebito: il canone viene addebitato su una sola utenza elettrica.

Un solo canone tra moglie e marito – Se un coniuge ha sempre pagato l’abbonamento tv, mentre l’utenza elettrica residenziale è intestata all’altro, ed entrambi appartengono alla stessa famiglia anagrafica, il canone dovrà essere pagato una sola volta e non sarà necessario presentare alcuna dichiarazione sostitutiva. L’addebito, infatti, sarà fatto solo sulla bolletta della luce intestata al coniuge e sarà lo sportello Sat a procedere alla voltura del canone.

Coppie di fatto – Se non si rientra nella definizione di famiglia anagrafica si paga un secondo canone. Se, invece, si trasmette all’Anagrafe un’apposita dichiarazione di esistenza del vincolo affettivo se ne sborsa uno solo.

Nuove utenze elettriche – Chi attiva un’utenza elettrica per la prima volta nel corso dell’anno, e non è già titolare di un’altra utenza residenziale nell’anno di attivazione, è esonerato dal pagamento del canone solo se presenta la dichiarazione entro la fine del mese successivo alla data di attivazione della fornitura.

Bed and breakfast – I contribuenti che sono titolari di un bed and breakfast e che già pagano il canone speciale per la tv non sono tenuti al pagamento dell’abbonamento alla tv per uso privato e, se sono intestatari di utenza elettrica residenziale, possono evitarne l’addebito presentando la dichiarazione sostitutiva di non detenzione, compilando il quadro A.

Residenza all’estero – Il cittadino residente all’estero che ha un’abitazione in Italia deve pagare il canone tv solo se sono presenti apparecchi televisivi all’interno dell’abitazione. In caso contrario deve presentare l’autocertificazione per l’esenzione.

Eredi – Se muore l’intestatario dell’utenza elettrica, il coniuge – in qualità di erede – deve presentare la dichiarazione sostitutiva per l’esenzione dal pagamento del canone compilando il quadro A del modello.

Suggellamento tv – Chi gli scorsi anni ha fatto domanda di suggellamento (l’unica strada possibile per chiedere la disdetta e che da quest’anno non ha più valore) deve presentare la dichiarazione sostitutiva.

Ricoverati in una casa di riposo – Se il contribuente ha la tv in casa è comunque tenuto al pagamento. Se, invece, non è titolare di un’utenza elettrica perché, ad esempio, la bolletta è intestata al figlio che risiede in altra abitazione, ed è già titolare di abbonamento dovrà seguire la procedura già utilizzata negli anni passati e, quindi, nel caso non abbia la tv, dovrà dare disdetta dell’abbonamento ai sensi dell’art. 10 del RDL n. 246/1938, inviando un’apposita raccomandata allo Sportello Sat.

Diplomatici – Sono esentati dal canone gli agenti diplomatici, i funzionari o gli impiegati consolari, i funzionari di organizzazioni internazionali, i militari di cittadinanza non italiana o il personale civile non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze Nato di stanza in Italia.

Over 75  Obbligo di presentare la dichiarazione per non pagare il canone anche da parte di chi è esente per età e per reddito, ossia da parte di chi ha compiuto 75 anni  e possiede un reddito annuo  con un tetto attualmente fissato a 6.713 euro.

Come presentare il modello di esenzione – Una deadline quella di oggi che, tuttavia, sta scatenando l’ennesimo putiferio: la procedura deve avvenire, infatti, attraverso un percorso a ostacoli tra condizioni, cavilli e clausole da rispettare. La richiesta di esenzione può essere inviata in via telematica, su una piattaforma ad hoc dell’Agenzia delle Entrate, ma per farlo occorre essere registrati e il Pin. E, visto che sono rimaste ancora poche ore a disposizione, l’unica strada percorribile resta la raccomandata con cui spedire il modello e una copia di un documento di riconoscimento valido.

Ma non è affatto facile: la documentazione, ha spiegato l’Agenzia delle Entrate, va spedito con un “plico raccomandato senza busta” all’Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino. Chi ha provato a farlo, tuttavia, l’ha definito “un incrocio tra un origami e un’esercitazione di educazione tecnica”. Come riportano Libero e Repubblica, per riuscirci servono pazienza e nastro adesivo. Il plico va, infatti, fabbricato con le proprie mani piegando tutti i fogli a soffietto in tre parti, in modo da simulare la forma di una busta. In questo modo la piega lascerà il testo stampato all’interno (non visibile) e la parte bianca all’esterno, su cui scrivere il mittente e il destinatario.

Nel suo sito, poi, l’Agenzia delle Entrate suggerisce di stampare il modulo fronte retro, dunque su un foglio unico, “per risparmiare sulle spese postali”. Poi occorre sigillare i lati aperti con il nastro adesivo. E attenzione a non usura la spillatrice. Non ci riuscite? Su Youtube i video tutorial stanno spopolando. Il call center delle Poste assicura che il costo del plico senza busta è identico a quella della normale raccomandata in busta, vale a dire 4,50 euro (fino a 20 grammi di peso) più 95 centesimi per la ricevuta di ritorno. Peccato che molti contribuenti si siano sentiti richiedere anche il triplo, perché non sono riusciti a rimanere nel formato della semplice raccomandata e abbiano pagato per un formato più grande. Il motivo della procedura del plico raccomandato senza busta? Nel 2005, la Cassazione stabilì che l’invio di una lettera raccomandata in busta chiusa – con ricevuta di ritorno – non prova che la lettera contiene per davvero una determinata cosa. In altre parole, spetta sempre al mittente dimostrare il contenuto della sua raccomandata. Principio confermato da un’altra sentenza del 2015. Così che le Entrate, per aumentare la garanzia dei contribuenti, richiede che il modulo di esenzione venga inviato senza busta, anche se ha già dichiarato che accetterà anche i moduli che riceve in busta chiusa.

E non finisce qui. Un segnale delle difficoltà degli italiani arriva dai centralini che sono in campo per dare informazioni. L’Unione Nazionale Consumatori sta contattando in queste ore i call center delle Entrate (844.800.444 ) e della Rai (800 93 83 62) che sono in tilt, trovando anche 100 persone in attesa. E, solo dopo un’ora con la linea caduta tante volte, è stato possibile parlare con un operatore. Tant’è che il Codacons ha ufficialmente chiesto una proroga dei termini per la richiesta di esenzione, visto che stanno ricevendo al loro sportello migliaia di richieste di aiuto da parte degli utenti. Ma, a coloro che pensassero che con la giornata di oggi tutto si risolverà, meglio ricordare che la documentazione per l’esonero ha validità annuale e dovrà essere rinnovata ogni anno.