Sfratti veloci, senza notifica di preavviso e senza alcuna tutela per i proprietari che hanno acquistato la casa con un mutuo e sono in difficoltà nel pagamento delle rate. Secondo l’Associazione ufficiali giudiziari sarà questo il risultato delle nuove “disposizioni in materia di espropriazione forzata” contenute nel decreto del 3 maggio sui rimborsi agli obbligazionisti subordinati e l’accelerazione del recupero crediti. Così, dopo il caso del provvedimento che spianava la strada agli espropri delle case da parte delle banche, scoppia una nuova polemica su un altro provvedimento del governo – ora in fase di conversione in legge – che stando al vicepresidente dell’associazione Andrea Mascioli “avrà un impatto devastante su chi ha subito il pignoramento della casa, abolendo di un colpo le garanzie poste a tutela della procedura”.

Il nodo sta nell’articolo 4 del decreto 59 del 2016, che modifica il codice di procedura civile prevedendo che, una volta che la banca ha pignorato l’immobile del debitore, la liberazione della casa attraverso lo sfratto verrà attuata “dal custode secondo le disposizioni del giudice dell’esecuzione immobiliare, senza l’osservanza delle formalità degli articoli 605 e seguenti”. Cioè quelli che oggi disciplinano l’esecuzione dei pignoramenti stabilendo tra il resto che al proprietario vada prima inviata una notifica dell’ordinanza e un preavviso con cui si fissa la data dello sfratto non prima di dieci giorni dalla notifica. Il pignoramento in questo modo diventa immediato. E se il proprietario non se ne vuole andare, lo sgombero verrà eseguito dalle forze dell’ordine.

In più, la procedura che finora veniva eseguita dall’ufficiale giudiziario, che è un funzionario pubblico ausiliario del giudice, viene affidata totalmente al custode giudiziario, un professionista privato (avvocato, notaio) per quanto nominato dal giudice. Un professionista “il cui solo interesse è vendere prima possibile per incassare la parcella“, dice intervistato da Repubblica Giuseppe Marotta, ufficiale giudiziario e autore di Sfrattati.

“Si crea una procedura speciale con diritti attenuati per chi non paga il mutuo, dove i rapporti di forza sono sproporzionatamente a favore dei creditori”, rincara un post sul sito dell’associazione, che ha anche scritto una lettera al ministro della giustizia Andrea Orlando in cui chiede il perché della decisione arrivando a ipotizzare che “forse banche e speculatori vanno tutelati maggiormente del cittadino che subisce”.