Simona Halep è la campionessa di Madrid. E Andy Murray si candida a sfidare in finale Novak Djokovic, non soltanto in Spagna ma anche al Foro Italico e al Roland Garros, veri appuntamenti chiave della stagione in terra battuta. Sono i due verdetti della penultima giornata del Mutua Open, che già si incrocia con gli Internazionali di Roma 2016. La rumena batte Dominika Cibulkova in due set 6-2 6-4 e torna alla vittoria a distanza di 14 mesi dall’ultimo successo a livello Wta. Adesso manca solo il campione del torneo maschile: in finale Murray attende il vincente di Djokovic-Nishikori.

HALEP, VINCE LA PIU’ FORTE (TRA LE RIMASTE)Mentre sul centrale del Foro Italico Roger Federer si allena davanti ai tifosi, in Spagna (dove lo svizzero è stato grande assente) vanno in scena semifinali maschili e l’ultimo atto del tabellone femminile. Un torneo, quello delle donne, che ha vissuto di continue sorprese ed eliminazioni precoci, rispecchiando un po’ il panorama mondiale, senza vere protagoniste alle spalle della Williams. Serena in Spagna non c’era (ma ci sarà a Roma) e nei primi turni sono uscite le prime cinque teste di serie. Alla fine ha vinto la più forte fra le superstiti: Simona Halep, n. 6 del seeding e n.7 del mondo, che qui era già arrivata in finale nel 2014 perdendo contro Maria Sharapova. Stavolta l’avversaria era molto più abbordabile: Dominika Cibulkova, rivelazione del torneo (è stata lei a battere subito la favorita Radwanska), se non fosse stato per la favola della 19enne statunitense Chirico, cui proprio la slovacca aveva posto fine in semifinale. Contro la Halep però non c’è stata storia: fra due giocatrici simili (bordate da fondo di dritto e di rovescio, senza variazioni, per uno spettacolo anche piuttosto monotono), ha prevalso la migliore. Il primo set è volato via in un amen (6-2 in mezz’ora), nel secondo la slovacca ha ceduto immediatamente il servizio. Poi è arrivata la reazione, fra il secondo e il quarto gioco ha sparato tutte le cartucce a disposizione, ma la Halep ha annullato le poche palle-break concesse, chiudendo 6-4 con un ace. La rumena si rilancia dopo un periodo di lungo appannamento (non vinceva da marzo 2015, a Indian Wells) e si candida come possibile protagonista per il Roland Garros, lei che ancora insegue il suo primo Slam.

NON È ANCORA IL MIGLIOR NADAL: MURRAY IN FINALE La notizia di giornata, invece, è la vittoria di Andy Murray su Rafa Nadal. Una sorpresa solo per la tradizione, non certo per la classifica (lo scozzese è secondo dietro Djokovic e ci resterà se confermerà il titolo a Madrid) o per il momento attraversato dai due. Nadal fino a qualche anno fa era considerato imbattibile sulla terra e oggi non lo è più, evidentemente. Lo spagnolo, in realtà, sta uscendo dalla crisi dello scorso anno, ha già vinto a Montecarlo e Barcellona e anche a Madrid ha dato segnali incoraggianti. Ma quella che era la riedizione della finale 2015, ha avuto lo stesso identico esito: vittoria netta di Murray, addirittura in due set per 7-6 6-4. In un match molto combattuto (solo il primo parziale è durato oltre un’ora) e giocato più o meno alla pari, la differenza l’hanno fatta gli episodi (specie quando nel primo set lo spagnolo ha ceduto di schianto il servizio sul 5-6); e più in generale il maggior cinismo dello scozzese, bravo a colpire nei momenti cruciali. Mentre alla fine saranno addirittura 13 le palle-break in favore del maiorchino, di cui però solo due trasformate. Anche a Madrid siamo tornati molto vicini al livello del vero Nadal, ma il miglior Nadal non avrebbe perso certe occasioni e questa partita. Senza nulla togliere ai meriti di Murray, che in finale sfiderà il vincente tra Djokovic e Nishikori, per confermare il titolo del Mutua Open e anche la seconda posizione nel ranking mondiale (in caso contrario verrà scavalcato da Federer). Poi da domenica sera sarà l’ora di pensare agli Internazionali di Roma.

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