Tutti contro Novak Djokovic. Anche la terra rossa, l’unica superficie su cui il campione serbo ha mostrato (ogni tanto, raramente) qualche défaillance. Anche il tabellone, con tutti i rivali più pericolosi dalla sua parte. Non manca nessuno ai nastri di partenza degli Internazionali di Roma 2016: da Roger Federer a Rafa Nadal, da Andy Murray a Stan Wawrinka, ci sono i dieci migliori giocatori al mondo, ma anche un manipolo di ragazzini terribili che spingono per il ricambio generazionale e sfideranno subito i big. Sarà spettacolo sin dai primi turni, e anche una folta pattuglia d’italiani spera di farne parte, specie Fabio Fognini, l’azzurro con più chance di fare strada nel torneo di casa. Il Foro Italico cerca un nuovo principe del tennis, e per tutti il nome da battere sarà ovviamente quello di Djokovic, campione uscente delle ultime due edizioni.

In campo ancora a Madrid dove oggi e domani sono in programma semifinali e finale, ma con la testa già in Italia (Masters 1000 che ha un fascino diverso dagli altri, e non solo per noi italiani), i big del circuito sono stati abbinati nel tabellone maschile. E il sorteggio, nella cornice della terrazza del Pincio di Piazza del Popolo, ha detto che ci sarà subito da divertirsi. Se a Madrid Murray non si confermerà campione, verrà scavalcato in classifica al secondo posto da Roger Federer: ipotesi probabile, ma per il momento è ancora lui la seconda testa di serie del seeding, e questo fa sì che a Roma tutti gli avversari più pericolosi, da Nadal a Nishikori, passando ovviamente per Federer, siano finiti proprio dal lato del tabellone di Djokovic.

Discorso che vale a maggior ragione per Roger Federer, sempre il più atteso a Roma, anche perché la sua presenza è una novità dell’ultimo minuto, decisa dopo il forfait di Madrid. Lo svizzero, che al Foro non ha mai vinto ma ha perso quattro finali (l’ultima l’anno scorso da Djokovic, la prima addirittura nel lontano 2003 contro Mantilla) deve dare conferme importanti sulla sua condizione in vista del Roland Garros. E proprio al vecchio re del circuito il tabellone ha riservato la sfida contro i suoi possibili eredi: dopo un bye, al secondo turno troverà il vincente tra il bel bulgaro Grigor Dimitrov (noto per esser stato fidanzato con la Sharapova, ma anche per i suoi colpi da fondo campo) e il 19enne tedesco Alexander Zverev, in crescita esponenziale, una carriera da predestinato. Mentre al terzo turno ci sarebbe Dominik Thiem, austriaco dal rovescio sopraffino, già n. 14 del mondo a 22 anni. Tutti nati negli anni Novanta, con Zverev che rispetto a Federer ha addirittura 15 anni in meno di differenza. Al Foro Italico si sfideranno anche passato, presente e futuro del tennis mondiale. E non è detto che il ricambio generazionale non inizi da subito.

Inevitabilmente l’altro lato del tabellone resta molto più aperto, quasi sguarnito. Una prateria per Andy Murray, n. 2 del seeding. E magari anche per il nostro Fabio Fognini, l’italiano più atteso (ce ne sono sei nel main-draw, altri potrebbero arrivare dalle qualificazioni). L’urna è stata in fondo benevola: al primo turno il ligure ha pescato Guillermo Garcia-Lopez, onesto terraiolo da non prendere sottogamba. Decisamente più duro l’eventuale secondo turno contro David Ferrer (che però non è più il rullo compressore di qualche anno fa): superato questo, la strada sarebbe percorribile in teoria fino alle semifinali. Le altre teste di serie della parte bassa sono Tsonga e Wawrinka, ossi duri ma non imbattibili sulla terra. Bene anche Seppi, che almeno al debutto non dovrebbe trovare troppe difficoltà col canadese Pospisil (uomo da superfici veloci), chance per Paolo Lorenzi contro Bautista-Agut, mentre per i giovani Sonego, Caruso e Cecchinato sfide proibitive rispettivamente contro Sousa, Kyrgios e Raonic. I primi turni saranno anche quelli dedicati alle speranze azzurre. Poi entreranno in gioco i big: i tifosi del Foro sognano un quarto Djokovic-Nadal, e una semifinale con Federer. Ma forse gli Internazionali di Roma sono già pronti per celebrare una nuova stella.

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