Ex bersaniana, ex lettiana di ferro, è approdata al ministero dell’Economia come sottosegretario nel 2014 dopo cinque anni in Parlamento nelle fila del Pd. Ora l’emiliana Paola De Micheli, già assessore al bilancio e al personale del Comune di Piacenza, è nella rosa di candidati dati come favoriti per la successione a Federica Guidi al ministero dello Sviluppo. Se la scelta ricadesse su di lei, a guidare via Veneto approderebbe colei che nel dicembre 2013 in diretta tv a Piazzapulita attribuì all’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi la responsabilità di aver “impallinato” Romano Prodi nella corsa per il Quirinale finita, ad aprile di quell’anno, con la rielezione di Giorgio Napolitano. Due mesi dopo, alla direzione Pd che ha defenestrato Enrico Letta da Palazzo Chigi, ha pianto.

Poi, a novembre 2014, la svolta: De Micheli entra nel governo del “rottamatore”. A Repubblica spiega il voltafaccia così: “Io sono una donna di fiume che costruisce ponti, una pontiera. Lo sanno tutti che sono un’esponente della minoranza dem e da parte di Renzi, come anche da parte nostra, c’è la volontà di unità”

Dal 2007 al 2010 assessore al bilancio e al personale del Comune di Piacenza, esperienza finita nel 2010, De Micheli due anni dopo è entrata nella segreteria di Pierluigi Bersani. E’ con la benedizione dell’ex presidente dell’Emilia Romagna che è entrata a far parte del dipartimento Economia del Partito Democratico, coordinato allora da Stefano Fassina, ricoprendo il ruolo di responsabile nazionale delle Piccole e medie imprese.

Dal 1998 all’ottobre 2003 ha presieduto la cooperativa di agricoltori Agridoro, specializzata nella trasformazione del pomodoro in passate e polpe, finita l’anno dopo in liquidazione coatta amministrativa sotto i colpi della concorrenza del concentrato cinese. Gran parte della sua esperienza professionale è stata nel mondo dell’alimentare e delle conserve di pomodoro, da Berni spa a Global chef. Il suo curriculum cita anche un’esperienza da “consulente presso Urumqi, Xingjiang“: la capitale del pomodoro made in China.