Stavano lavorando nella cava Antonioli, in provincia di Massa Carrara, quando un costone di roccia è franato su due operai. E dopo una notte di ricerche, con l’aiuto delle fotoelettriche, sono stati ritrovati i corpi: il primo alle 6.20, il secondo alle 8.30. A dare conferma del ritrovamento, sono stati i vigili del fuoco.

L’incidente – Giovedì 14 aprile l’allarme al 118 è arrivato alle 13,48 quando il monte si è sbriciolato con un grande boato. Sul posto sono arrivati subito i soccorsi e l’elicottero con il quale è stato tratto in salvo l’operaio, con l’imbracatura, che era rimasto sospeso in aria. Il suo compito sarebbe stato quello di rimuovere i detriti dal tetto della cava. Per lui, 48 anni, residente in una frazione di Massa, la corsa in ospedale e il ricovero. Se la caverà in 30 giorni.

Fin dal primo momento le ricerche dei due cavatori dispersi sono state difficoltose. Secondo una prima ricostruzione, sembrava che gli operai fossero precipitati nel vuoto per una trentina di metri e con loro anche una macchina tagliatrice. Si è poi appreso, invece, che i due, di 55 e 46 anni, abitanti come il loro collega nella zona di Massa, sono stati sepolti dalla frana mentre stavano lavorando sotto la cima della cava dove si stava mettendo in sicurezza la parete del taglio del marmo.

Per cercarli i vigili del fuoco, sul posto con 50 uomini di vari comandi della Toscana, sono intervenuti anche con le unità cinofile, con gruppi elettrogeni e torri faro che permettono loro di lavorare anche con il buio. Ma prima di avviare le ricerche dei due cavatori, hanno dovuto consolidare l’area interessata dallo smottamento per operare in sicurezza.

“Chiederemo al sindaco di Carrara il ritiro della concessione per chi non rispetta le norme di sicurezza in cava – ha detto il segretario della Cgil di Massa Carrara Paolo Gozzani -. Quei ragazzi lì sotto non ci dovevano stare; è ora di finirla di raccontare frottole ai lavoratori”. Per il governatore della Toscana Enrico Rossi, che si è recato subito a Carrara, si tratta di un “incidente inaccettabile” e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sostiene che si debba “fare di più per la prevenzione”.

Oltre ai due operai morti in questo incidente, negli ultimi dieci anni nelle cave di Carrara ci sono stati 9 morti e praticamente un ferito ogni due giorni: 1.258 gli infortuni dal 2005 ad oggi. Considerato che le giornate lavorative sono circa 250 l’anno, il conto è di un infortunio ogni due giorni