Cronache da Rai3, l’ex ridotta comunista o almeno di sinistra, ora in gestione al direttore Daria Bignardi. Qui si consuma l’operazione culturale del servizio pubblico in epoca di Matteo Renzi. Qui si smantella (un po’) il patrimonio avito e, senza enfasi, il recente passato. In Viale Mazzini adorano le scadenze che rimuovono gli impicci. Il contratto di Massimo Giannini è in scadenza. Così non sarà rinnovato. Non è semplice, di più: comodo. Giannini ha ereditato Ballarò, un titolo legato a Giovanni Floris, che poi è diventato avversario a La7: testa a testa, sorpassi, rincorse. Il pretesto: lo share. Il contesto: la politica. Ballarò è il più diffuso – ormai anche tradizionale – appuntamento con l’informazione di Rai3, il canale che (in teoria) plasma le opinioni. Per Antonio Campo Dall’Orto, il direttore generale, Giannini non è adatto a ricoprire quel ruolo.

Allora l’occasione – la scadenza a giugno di un accordo siglato due anni fa – è davvero provvidenziale. È una decisione editoriale verrà spiegato, ma Giannini – in maniera plateale – da mesi patisce le condanne mediatiche dei renziani, e non soltanto del maldestro deputato Pd Michele Anzaldi. Mai l’azienda ha difeso il giornalista dall’orda del Nazareno. Mai il capo Matteo Renzi ha sconfessato Anzaldi né calpestato lo studio di Ballarò. Attorno a Viale Mazzini c’è già una serrata competizione per conquistare lo spazio che Giannini lascerà vacante. Il più attivo del gruppo è Gianni Riotta, che la scorsa estate non ha illuminato la televisione con gli ascolti di Parallelo Italia.

E poi c’è il Tg3. Il direttore Bianca Berlinguer ha conosciuto il destino che tra un po’ di mesi sarà ufficiale: dopo sei anni e mezzo, non sarà più al vertice del telegiornale. Il posto è ambito, molto. Tant’è che i presunti candidati fanno trapelare notizie errate. Campo Dall’Orto non può puntare al tavolo del Tg3 senza considerare il Tg1 e il Tg2. Va trovato un equilibrio fra promozioni di interni e di esterni (già troppi). E dunque c’è una soluzione interna per il Tg3: Giovanna Botteri o Maurizio Mannoni. Ma è ancora presto per un’idea valida. Non è presto, invece, per svelare il dialogo fra Viale Mazzini e la Berlinguer per un programma settimanale.

Il prossimo palinsesto di Rai3 prende forma ogni lunedì a Milano. Dove Campo Dall’Orto ha convocato i responsabili dei canali e dove incontra spesso la Bignardi. Gli interventi strutturali riguardano la prima serata di martedì con Ballarò e il telegiornale di Bianca Berlinguer. Escluse le novità ancora in cantiere, per il resto si preparano ritocchi: non marginali, però. Confermato Chi l’ha visto, che fa risultati enormi. Forse più puntate per Report, che il dg apprezza. Se Report di Milena Gabanelli s’allunga, Presa diretta di Riccardo Iacona s’accorcia? È un’ipotesi. Un mese fa, Rai3 ha posticipato l’inchiesta di Iacona sull’educazione sessuale. Il giornalista ha comunicato l’episodio ai telespettatori, che hanno atteso mezz’ora in più. Ma in Viale Mazzini non hanno gradito. È da valutare anche la collocazione di Gazebo in onda la domenica e il giovedì: potrebbe avere più tempo e meno giorni.