“Non ho ucciso io quella donna. Anzi, ho provato a fermare Gabriele”. Roberto Obert, 53 anni, accusa l’amante Gabriele Defilippi, 21 anni, di essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio di Gloria Rosboch, l’insegnante 49enne scomparsa il 13 gennaio e ritrovata morta in un pozzo a Rivara, in provincia di Torino, il 19 febbraio. Il ragazzo però, che alle spalle diverse relazioni ambigue, finora ha detto agli inquirenti che è stato proprio Obert a strangolarla. Un omicidio nel quale risulta coinvolta anche la madre del 21enne, Caterina Abbattista, che continua a dirsi estranea ai fatti. Per gli inquirenti, però, alcuni accertamenti tecnici risulterebbero contrastanti con la versione fornita dalla donna riguardante il giorno della scomparsa dell’insegnante. Per tutti e tre, dopo due ore di camera di consiglio, il gip Marianna Tiseo ha convalidato il fermo. L’accusa, nei confronti dei tre, è di omicidio volontario, con l’aggravante della premeditazione e del concorso.

I carabinieri hanno inoltre sequestrato una cassetta di sicurezza intestata a Obert, all’interno della quale potrebbe esserci parte dei 187mila euro che la donna aveva consegnato a Defilippi in cambio della promessa – mai mantenuta – di una nuova vita insieme in Costa Azzurra. La cassetta sarà aperta nei prossimi giorni. Obert, interpellato dai magistrati in merito al contenuto, sostiene vi sia la liquidazione ricevuta per il suo vecchio impiego da operaio. Intanto dalla procura è arrivato il nulla osta ai funerali: si svolgeranno mercoledì pomeriggio nella parrocchia di Castellamonte, che per l’occasione ha proclamato il lutto cittadino.

Nel corso dell’interrogatorio i tre, assistiti dagli avvocati Pierfranco Bertolino e Marco Stabile, hanno risposto a tutte le domande. “Gabriele – ha detto il primo legale – inizia a rendersi conto ora di quello che è accaduto. Valuteremo la possibilità di chiedere una perizia psichiatrica. Sembra evidente, come confermano i numerosi profili Facebook che la sua è una personalità disturbata”. Il sospetto inoltre è che altre donne possano essere state truffate dal giovane, che aveva anche la passione per i travestimenti. Tra loro anche la maestrina di Ceresole Reale, Marzia Lachello, 34 anni, l’insegnante diventata famosa per essere stata portata sul palco di Sanremo con la sua scuola, la più piccola d’Italia. La donna aveva avuto una relazione con Defilippi all’inizio del 2013 e si era trasferita a casa sua e della madre a Castellamonte. Un rapporto che aveva compromesso il matrimonio dell’insegnante, all’epoca prof di sostegno del fratello di Gabriele. Secondo gli inquirenti, oggetto dell’interesse di Defilippi era l’azienda del nonno di Lachello.

Tre versioni e accuse reciproche
De Filippi, 22 anni, formalmente accusato di omicidio premeditato e occultamento di cadavere, stando a quanto dichiarato da Obert avrebbe stretto un laccio intorno al collo dell’insegnante. Accuse che davanti al pm il giovane ha però respinto. Sua madre, 49 anni, infermiera, indagata per concorso in omicidio, non fa che piangere. “Non è giusto, non è giusto”. A Obert, 54 anni sono contestati gli stessi reati del 22enne. Che in sede di interrogatorio lo ha accusato di essere stato lui l’esecutore materiale dell’omicidio.

I tre arrestati hanno fornito versioni diverse. E tutti e tre, secondo gli investigatori, prima del delitto hanno cercato di costruirsi quelli che avrebbero dovuto essere, dal loro punto di vista, degli alibi a prova di indagine. “Io ho truffato la povera professoressa Rosboch, ma non l’ho uccisa… L’ideazione della truffa l’ha elaborata Obert, con cui ho una relazione… Quando è salita sull’auto, Obert in un secondo l’ha strangolata” ha raccontato il 22enne. “Ho avuto rapporti sessuali (con Defilippi, ndr) da quando aveva 16 anni…Ero al corrente della truffa…la Rosboch lo minacciava. Così l’abbiamo caricata in auto e lui, che era seduto dietro – ha invece detto Obert – l’ha strangolata con una corda, dopo venti secondi era morta”.

Abbattista, in stato di fermo, si dice estranea ai fatti. “No, non è possibile… maledetti quelli che l’hanno uccisa“, ha detto, continuando a fornire agli inquirenti la versione di sempre: che lei, infermiera, quel giorno era al lavoro, in ospedale a Ivrea, e che suo figlio rimase tutto il giorno in casa. Ma i tabulati dicono che fu lei quel giorno a portare suo figlio a casa di Obert.