Dirigenti di Roma capitale nel mirino del commissario straordinario Francesco Paolo Tronca per l’ennesima affittopoli che coinvolge immobili del Comune. Dopo la videoinchiesta del Corriere.it, che la settimana scorsa ha rivelato come molte case che fanno capo al Campidoglio vengano affittate a prezzi ridicoli – dai 7,32 euro al mese per un pied a terre in via dei Coronari ai 24,41 euro per un appartamento in corso Vittorio, passando per il canone di 23,26 mensili chiesto a un inquilino che dalla finestra vede i Fori imperiali e i 57 euro al mese per stare in via Labicana, due passi dal Colosseo – Tronca ha annunciato di aver avviato “sin dal suo insediamento” una “verifica puntuale” del patrimonio immobiliare del Comune.

Il commissario, spiega una nota di Palazzo Senatorio, “si è avvalso della segreteria tecnica che, nell’ambito di un più vasto controllo teso a pervenire ad un censimento esaustivo, ha fino ad oggi estrapolato 574 dati riferibili alle locazioni in essere nel I Municipio”. “I canoni contrattualizzati – ammette Tronca – risultano ampiamente inferiori ai valori minimi di mercato. In molti casi trattasi di importi di poche decine di euro/mese”. Ecco perché “sono in corso ulteriori accertamenti al fine di verificare: se vi siano occupazioni abusive (frequenti le discrasie fra gli intestatari dei contratti, risalenti nel tempo, e gli attuali occupanti), l’individuazione dei dirigenti che si sono succeduti nella gestione del patrimonio e che hanno stipulato i contratti ovvero hanno omesso l’aggiornamento dei canoni di locazione, le eventuali azioni in corso volte a recuperare la disponibilità dei beni in capo alla Amministrazione”. Insomma: chi è responsabile di non aver aggiornato i canoni di locazionedovrà risponderne. “Il lavoro di analisi proseguirà sull’intero Patrimonio Immobiliare dell’Amministrazione di Roma Capitale”, conclude la nota.

C’è da aspettarsi poi che a breve spunteranno le liste degli inquilini eccellenti che stanno in pieno centro e godono di una pigione ben più favorevole del canone di una casa popolare.