Le censure di Stato nei confronti di nudità e pudenda varie dei protagonisti della storia dell’arte non sono una novità in Italia. E’ diventato un caso la scelta di coprire le statue di nudi dei Musei Capitolini in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani, “ma per il Papa nessuno disse niente”, spiegano , Silvja Manzi, Laura Botti, Igor Boni.

“A giugno dello scorso anno (non del secolo scorso), solo sette mesi fa, sempre ‘per rispettò – spiegano i radicali – vennero coperti i manifesti della mostra di Tamara de Lempicka per la visita del Papa nella laica (si fa per dire) Torino. Allora nessuno si scandalizzò, oggi nessuno lo ricorda”. “Si tratta evidentemente di una laicità a corrente alternata, ma la laicità è … o non è” aggiungono e, riferendosi al voto di ieri del Consiglio Comunale di Torino che ha respinto la richiesta di rimuovere il Crocefisso dall’aula, concludono che si tratta di preoccupanti “passi indietro sulla laicità“.

Qualche anno fa, poi, contorni comici aveva assunto la vicenda de “La Verità svelata nel Tempo“, pregevole opera di Giambattista Tiepolo che campeggia nella sala stampa di Palazzo Chigi. Nell’agosto del 2008, Silvio Berlusconi presidente del Consiglio, il governo decise di coprire il seno della protagonista della rappresentazione con un ritocco studiato per far sparire il capezzolo, rendendo velata la Verità che fino ad allora era per preciso volere dell’autore “svelata”.

Il problema? Il quadro era sistemato alle spalle dell’allora premier e veniva inquadrato dalle telecamere delle tv ogni volta che il Cavaliere si presentava a parlare in sala stampa. La Presidenza del Consiglio si giustificò: “Lo abbiamo coperto per non offendere gli spettatori”. Gli scandali Ruby e Olgettine erano ancora di là da venire, ma gli spettatori avevano cominciato ad abituarsi alle forme femminili esibite nella tv generalista fin dai tempi del Drive In.