Voteranno sì al Senato, ma non sono sicuri di votarlo al referendum. I parlamentari della minoranza del Pd non mollano la loro battaglia sulle riforme istituzionali. “Voteremo sì oggi al ddl sulla riforma costituzionale – dice il senatore Paolo Corsini – ma questo non significa che il nostro consenso nell’occasione delle battaglie referendaria sia scontato”. E’ quasi un avvertimento al presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Con la nostra proposta – spiega Corsini – avremo un Senato scelto dai cittadini e non dalle segreterie nazionali dei partiti”. “Ci aspettiamo – prosegue l’ex sindaco di Brescia – la giusta attenzione a questo contributo da parte del partito e del Governo. Noi abbiamo accettato la soluzione del compromesso votando poi a favore delle riforme, ma a patto di restituire lo scettro della scelta ai cittadini”. A Corsini si aggiunge Federico Fornaro, anche lui senatore e primo firmatario della proposta di legge per l’elezione diretta a Palazzo Madama: “Una buona Costituzione deve accompagnarsi a una buona legge elettorale”. Fornaro lascia intendere che proprio il mancato appoggio a questa proposta lascerebbe cadere l’ok al referendum”. L’obiettivo, chiarisce Maria Grazia Gatti, “è ritessere il rapporto tra istituzioni e cittadini”.

Secondo Corsini “dopo il via libera alle riforme e dopo le consultazioni amministrative serve un ripensamento sull’Italicum“. Per la minoranza democratica “restano tutte le criticità e tutte le nostre perplessità su tale legge elettorale, che venne approvata nel momento in cui il Pd aveva appena incassato il 40% dei consensi alle europee e che presenta un rischio evidente. Temo che alle prossime elezioni elettorali si venga a costituire il partito ‘TcR’, Tutti contro Renzi. Temo anche che alle amministrative ci saranno cocenti smentite alle attese di un Pd vincente. Il nostro auspicio è che si ripensi all’Italicum; credo che un ripensamento intorno ai nominati, alle pluricandidature, alle alleanze sarebbe opportuno”.

L’Aula del Senato, intanto, ha ripreso la discussione generale sul ddl Boschi interrotta la notte scorsa dopo le due per mancanza del numero legale. Alle 17 è fissato l’inizio delle dichiarazioni di voto.