“Adesso sarete contenti”. Questo un passaggio del messaggio che ha lasciato ai compagni di classe prima di gettarsi dal secondo piano di casa sua una ragazzina di 12 anni di Pordenone. Un lancio nel vuoto attutito da una tapparella del piano inferiore per poi finire a terra. Lei, che non voleva tornare in classe per paura, non ha mai perso conoscenza e ora è ricoverata all’ospedale di Udine con numerose fratture. Se la caverà: la prognosi è di 40 giorni e al momento si escludono complicazioni più serie. Il caso però scuote la politica e la senatrice del Pd Elena Ferrara chiede che venga calendarizzato il ddl già approvato al Senato per arginare il fenomeno del cyberbullismo. Anche perché i numeri del fenomeno fanno impressione: secondo un rapporto dell’Istat oltre il 50% degli under 18 ha subìto un atto di violenza. E quello di Pordenone è solo l’ultimo di una lunga serie di casi che poi finiscono nelle pagine di cronaca.

“Non ce la facevo a rientrare in quella classe”
Prima di compiere il gesto, sulla scrivania accanto al messaggio per i compagni, la ragazzina ha lasciato anche una lettera ai suoi genitori in cui chiedeva scusa per il gesto. Le lettere erano state scritte probabilmente giorni fa. La 12enne da circa una settimana non andava a scuola a causa di una infiammazione alle vie respiratorie. Ad accorgersi del tentativo di suicidio è stata la madre che è entrata nella camera per fare un aerosol e l’ha trovata vuota con la finestra aperta. Si è quindi affacciata e ha trovato la figlia distesa nel cortile sottostante, già soccorsa da un vicino di casa. “Oggi dovevo tornare a scuola dopo la malattia – ha raccontato all’uomo – ma io non ce la facevo a rientrare in quella classe. Avevo paura di urlare al mondo i miei timori e così ho deciso di farla finita”.

Anche nelle prime fasi dei soccorsi, tanto al personale del 118 quanto alla mamma e agli agenti della Volante la ragazza ha ripetuto il proprio disagio per i difficili rapporti con amici e coetanei nella scuola. Sono quindi partite le indagini della polizia insieme ai colleghi della scientifica e della postale. In particolare si stanno analizzando i messaggi sul cellulare e su Facebook della dodicenne. L’obiettivo degli inquirenti è capire se la prolungata assenza da scuola sia stata motivata da una causa scatenante che l’ha poi convinta a lanciarsi. La Procura per i minorenni di Trieste ha disposto il sequestro dei devices nella disponibilità della ragazzina. Un atto “necessario per poter cercare un collegamento tra le accuse che la dodicenne ha formulato in una lettera di addio e l’eventuale comportamento di qualche coetaneo”. Appena le condizioni della dodicenne lo consentiranno, la Procura per i minori disporrà un’audizione protetta. Solo dopo che avrà circostanziato possibili accuse gli investigatori potranno sentire, con le medesime modalità, eventuali minorenni coinvolti.

La preside: “Non c’era nessun segnale”
“Non c’era alcun segnale che lasciasse presagire quanto accaduto, siamo sconvolti” dice la dirigente della scuola. “Mai, né durante i Consigli di classe, né in situazioni più informali – aggiunge – era emerso disagio di alcun tipo, e men che meno episodi di presunto bullismo. I genitori di questa ragazzina e degli altri alunni non hanno mai accennato nulla a me o agli insegnanti. Insomma, un dramma che stava covando e di cui nessuno si era accorto ma non ci sono evidenze alla scuola che ci siano stati episodi particolari”.
“Dobbiamo cercare di capire perché questi ragazzini, sempre più giovani, arrivano a progettare questo tragico epilogo della loro esistenza. Invece c’è già la corsa al sensazionalismo, si sono già condannati amici e coetanei per il presunto bullismo mentre la scuola sarebbe inerme. Nel nostro caso abbiamo perfino uno sportello di ascolto gestito da una psicologa a cui però questa ragazzina non ha inteso accedere. Prima di qualunque giudizio, aspettiamo che la Polizia parli con lei. L’unica cosa importante è che questa nostra ragazza si possa riprendere pienamente”.

Ferrara (Pd): “È emergenza, Camera calendarizzi mio ddl”
“Quante vittime dovremo contare prima di arrivare a una legge per arginare il bullismo in Rete? Esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia della 12enne di Pordenone, che sembra essere fuori pericolo. Come lei ci sono molti altri giovani e giovanissimi che vivono in solitudine una sofferenza che rischia di sfociare nei gesti estremi che ci troviamo purtroppo a commentare anche oggi” dice la senatrice del Pd Elena Ferrara, prima firmataria del disegno di legge “a prevenzione e contrasto del cyberbullismo”. “È un testo che richiama all’uso positivo e sicuro del web, attraverso la formazione scolastica continua e facilitando la segnalazione dei contenuti lesivi sui social network. Per i minorenni che si macchiano del reato è prevista una procedura di ammonimento, mentre le azioni di recupero e sensibilizzazione saranno intraprese da un tavolo interministeriale permanente, istituito presso la Presidenza della Repubblica. Abbiamo un testo base approvato all’unanimità in Senato: si parta velocemente da quello per la calendarizzazione in Aula. L’argomento richiede competenze precise e non ci si può improvvisare quando i più non sanno neppure che l’Italia ha già un Safer Internet Centre, coordinato dal Miur nell’ambito di uno specifico programma europeo e che in aprile la ministra Stefania Giannini ha presentato le linee guida di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo. La proposta di legge – conclude Elena Ferrara – mette a sistema i percorsi già delineati e sperimentati, nell’interesse dei ragazzi e di tutta la comunità, reale e virtuale “.

Anche il presidente del Senato Pietro Grasso chiede l’approvazione: “È soprattutto a scuola che dobbiamo creare una rete di protezione verso i ragazzi e le ragazze più fragili, formare e informare, spiegare a ogni studente quanti danni si possono fare con parole e comportamenti che sembrano innocui. Un contributo per combattere il fenomeno del bullismo, piccolo ma comunque rilevante, lo può dare anche il Parlamento – dice Grasso su Fb -. In particolare il Senato ha approvato a maggio scorso, con il sostegno di tutti i gruppi parlamentari, un disegno di legge per prevenire una delle sue manifestazioni più ricorrenti negli ultimi anni: quella che corre sui social network, sui cellulari, in generale sulla rete. Il ddl è ora alla Camera dei Deputati: mi auguro che possa essere rapidamente discusso e approvato. In questo momento il mio pensiero è per questa giovane ragazza: spero si rimetta presto e superi al meglio questo terribile momento”.

Boldrini: “Ddl è all’esame delle Commissioni”
“È sempre più stringente la necessità di proteggere i giovani da ogni forma di bullismo, sia diretto che attraverso il web. Non dobbiamo lasciare sole le famiglie a gestire situazioni complesse e troppo spesso drammatiche. Il disegno di legge sul bullismo già approvato dal Senato è ora all’esame delle Commissioni di Montecitorio, dove sono in corso audizioni. Spero che quanto prima il testo possa arrivare all’attenzione dell’Aula – dice la presidente della Camera Laura Boldrini – Alla ragazza e alla sua famiglia tutta la mia vicinanza”.